Sicurezza
Ben sette derby toscani per la Pistoiese
Alla fine prevale il buon senso nella definizione dei gironi: trasferte economicamente sostenibili e incassi più ricchi
PISTOIA. Alla fine ha prevalso il buon senso, la necessità di contenere i costi e la voglia di vedere di nuovo tanti derby: 28 per girone, in tutto 56 partite che vedranno protagoniste le 8 squadre toscane. Fra queste, ovviamente, una Pistoiese particolarmente contenta di questa suddivisione che consente di non dissanguarsi economicamente (le trasferte sono vicine e solo in 2-3 casi ci sarà da partire il giorno precedente) e soprattutto puntare a buoni incassi al “Melani” per partite davvero sentite, come quelle contro Prato, Pisa, Lucchese e Carrarese, tanto per fare qualche esempio.
«E’ venuto fuori il girone più prevedibile – dichiara il direttore sportivo della Pistoiese, Nelso Ricci – e devo dire per fortuna, perché sarà sicuramente un campionato interessante, con la presenza di ben otto squadre toscane che daranno vita ad una piccola lega nel campionato e sarà positivo per i tifosi. Il criterio usato è serio e rispettoso da parte della Lega, vedremo poi il campo quel che ci dirà: di sicuro, ad agosto, ogni squadra pensa di essere brava ma fra un paio di mesi inizieremo a vedere un po’ di valori».
Per la Toscana una gioia notevole avere ben 8 squadre ai nastri di partenza, con il rimpianto dell’assenza del Viareggio ma praticamente non ci sarà domenica senza un derby, o quasi. Al “Melani” sicuramente si rivedranno spettacoli che oramai mancavano da troppo tempo, 5-6 anni, ma con qualcuno anche di più, che porteranno sugli spalti migliaia di persone che serviranno anche ad aumentare gli introiti degli incassi per la società.
«L’importante sarà non pensare esclusivamente alle toscane – va avanti il diesse arancione – perché c’è una pattuglia, almeno sulla carta, composta da Spal, Ascoli, Prato, Pisa e L’Aquila decisamente sopra la media di tutte le altre. Va anche detto che per noi i veri derby saranno quelli con Prato e Lucchese, con le altre c’è rivalità ma non così esasperata.
«Di sicuro – continua Ricci – è un girone con squadre che partono con l’obbligo di vincere e altre, come noi o il Prato, che si vogliono divertire e provare ad ottenere buoni risultati con tanti giovani in campo».
Una giornata quasi surreale, quella di ieri, perché la riunione dei club di Lega Pro è iniziata alle 11 del mattino e la decisione finale sui gironi è stata presa soltanto nel tardo pomeriggio, intorno alle 18,30.
Il motivo è stata la dura presa di posizione del patron della Salernitana, Claudio Lotito, (che è anche presidente della Lazio), il quale ha spinto fin dal primo mattino per togliere i granata dal girone C, quello meridionale, adducendo i soliti motivi di ordine pubblico e chiedendo l’ammissione al girone B.
All’inizio da solo, poi spalleggiato dal presidente del Benevento, Vigorito, con la sua azione Lotito ha tenuto in scacco tutto il Consiglio fino al pomeriggio inoltrato, quando le loro teorie sono state smontate da un “cartello” comune formato dalle 8 squadre toscane e le restanti 6 campane, che hanno chiesto al presidente di Lega di andare avanti per la suddivisione territoriale.
«Non voglio entrare nel merito della discussione – prosegue Ricci – dico soltanto che in Lega sono stati coerenti con quelle che erano le indicazioni delle scorse settimane. E’ venuto fuori un girone con squadre di regioni che, l’una con l’altra, confinano tutte fra di loro e, se proprio speravo di evitare qualcuno, dico le due abruzzesi: Teramo e L’Aquila, oltre ad essere campi particolarmente caldi, sono anche compagini ben attrezzate per la categoria».
Da non sottovalutare il fatto di aver evitato anche la trasferta in Sardegna con la Torres: vuol dire costi minori e due giorni in meno di viaggio da smaltire.
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