Gioco
Riccardo Cortese saluta Pistoia ma senza rancore
Il giocatore non rientra più nei piani della Tesi Group «Qui ho imparato tanto e sarà sempre la mia seconda casa»
PISTOIA. Ti aspetteresti un tono polemico o almeno qualche puntura da chi è rimasto fuori da un progetto tecnico che negli ultimi anni ha contribuito a fortificare. Invece parlando con Riccardo Cortese, la cui strada con la Tesi Group si è divisa in questa estate nella sorpresa più generale, ascolti frasi come «Pistoia sarà sempre la mia seconda casa» o «vi devo tutto». Eccolo qui Riccardo Cortese da Cento, pacifica campagna che da Bologna va a Ferrara, accento e gentilezza dolcemente emiliana. “Riki”, come lo chiamano tutti da queste parti, 76 presenze in campionato con la canotta biancorossa con cui è tornato in quella serie A dove a 27 anni ha dimostrato di poter stare alla grande, ha ragione: il Pistoia Basket lo ha rilanciato, demolendo lo scomodo appellativo di eterna promessa del nostro basket. Ma anche lui ha dato tutto alla causa biancorossa. Per questo non si sarebbe aspettato qualcosa di diverso dopo la fine della stagione? «La società è stata molto chiara con me - spiega Cortese- da un po’ di tempo sapevo che avrebbero voluto fare una scelta tecnica diversa e che non rientravo di più nei piani. Non ci sono altri motivi. Le scelte vanno accettate, fa parte del mio lavoro l’andare e il venire. Io non posso che ringraziare tutti a Pistoia per i due anni bellissimi che a livello personale e di squadra ho passato lì». Da giorni il profilo Facebook di Cortese trabocca di messaggi dei tifosi biancorossi. Per molti, pur confidando nelle scelte finora sempre vincenti della società, Riki era l'uomo giusto da cui ripartire. «Lì è arrivato il magone - confida Cortese - ho sentito un calore incredibile da parte di tutti, vuol dire che qualcosa di buono ho lasciato. Il dispiacere di non rimanere c’è ma spero che questo sia un arrivederci, sarà sempre una priorità valutare una possibile offerta del Pistoia Basket ma non sono solo io che decido». “Rancore? - conclude Cortese- come faccio ad averlo. A Pistoia devo tutto. Gran parte di come sono ora lo devo al lavoro che ho fatto con Paolo (Moretti, ndr). Io tiferò sempre per Pistoia».
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