Italia
Per i colpi di mercato la Pistoiese aspetta di conoscere il girone
Calcio, il diesse Ricci: «Il budget a disposizione dipenderà molto anche dalle distanze e dalle spese per le trasferte»
PISTOIA. Da più parti sono arrivate delle critiche all’operato della Pistoiese sul calciomercato, con l’incognita maggiore legata al fatto che la truppa arancione si è presentata al via del ritiro di Lamporecchio con soli 10 giocatori (che da domenica sono in 12) a disposizione di mister Lucarelli. Secondo Nelso Ricci, il diesse che sta costruendo questa squadra, non c’è da preoccuparsi, perché la società sta rispettando in pieno quelli che erano i piani della vigilia.
Direttore Ricci, la preparazione della nuova Pistoiese è iniziata con soli 10 giocatori: c’è da essere preoccupati?
«Nel calcio moderno non si può arrivare al 20 di luglio avendo già 22 giocatori in organico. Stiamo lavorando con molta calma. Proprio venerdì abbiamo inserito il giovane Molinaro, in prestito dal Genoa, che ci servirà come terzo portiere e si alternerà con la Berretti (ha soli 17 anni, ndr) completando il reparto con Pazzagli ed Olczak, del quale tutti mi dicono un gran bene. Non abbiamo fretta perché se da un lato il 9 agosto inizia la Coppa Italia è altrettanto vero che per noi non si tratta di un obiettivo stagionale ma dell’occasione per disputare due partite per migliorare il nostro rodaggio».
Da domani in ritiro ci sarà anche Diego Frugoli in arrivo dall’Empoli: cosa può dirci di questo giocatore?
«Lo stavamo inseguendo da tempo ed era il nostro primo obiettivo in attacco: può ricoprire due ruoli, sia esterno che prima punta, e con lui chiudiamo la fase iniziale. In settimana faremo il punto».
E’ vero che molto dipenderà dal tipo di girone nel quale verrà inserita la Pistoiese?
«Aspettiamo la composizione con ansia perché, in base alle avversarie e alle distanze da coprire, potremo definire in maniera certa il discorso economico. Trasferte lunghe, magari anche con due giorni di viaggio, anziché tanti derby o comunque trasferimenti vicini possono incidere al pari di un acquisto più o meno oneroso».
Ci può dire le caratteristiche dei giocatori presi finora?
«Siamo partiti dall’individuare la coppia centrale difensiva, ritenendo che quella del Venezia della scorsa stagione fosse la più forte, ed infatti sono arrivati sia Di Bari che Pasini. Su quest’ultimo ho la presunzione di conoscerlo meglio di tutti per averlo già avuto sia a Carrara che a La Spezia, ed è forte. Mentre Di Bari è un mestierante, un leader e sarà il nostro nuovo capitano. Di sicuro arriverà un elemento in meno a centrocampo perché Mungo e Ciciretti sono talmente duttili che possono ricoprire anche tre ruoli».
State ancora inseguendo Vitofrancesco?
«Ci avevamo fatto un pensierino, ma nel suo ruolo siamo coperti. L’importante è allestire al meglio un gruppo giovane e con giovani di proprietà, in modo da gettare le basi anche per le prossime stagioni e non avere solo giocatori in prestito».
Saverio Melegari
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