Sicurezza
Un fiume di messaggi per Galanda... il campione
In tantissimi hanno accolto l’invito lanciato dal Tirreno a salutare il giocatore I ricordi e la commozione viaggiano su twitter con l’hashtag #graziegek
PISTOIA. C'è chi ha postato la sua foto esultante in maglia azzurra in quella bellissima impresa che fu l'argento olimpico di Atene 2004, chi tra i tifosi biancorossi ha messo lo scatto abbracciato con il Gek Nazionale all'aperitivo- bagno di folla per festeggiare la Tesi Group reduce da una stagione indimenticabile. E poi i messaggi, tantissimi, sparsi ma costanti arrivati sui social network anche grazie all'hashtag #graziegek de “Il Tirreno”.
Lo scorso 12 maggio, all'indomani dell'annuncio del capitano biancorosso di lasciare il basket giocato dopo 19 stagioni di successi, il nostro giornale aveva lanciato la campagna twitter per lasciare un messaggio a Galanda. Una campagna che da subito ha avuto successo ma che si è prolungata per quasi un mese visto che dall'annuncio dell'addio (dopo la vittoria con Caserta), Pistoia si è divertita ai playoff a far tremare l'Armani Milano. E proprio quelle gare, specie l'abbuffata di emozioni dei due match del PalaCarrara dove Pistoia ha portato Milano a gara5, sono state lo spunto per tanti messaggi intorno all'hashtag spontaneo #galandanonsmettepiù.
Poi la serata di martedì 27 maggio, quella del ritorno al Forum da parte della Cenerentola Pistoia, trascinata dal re del basket italiano Galanda. Il sogno dura due quarti, quelli in cui anche dalla tv si sentono i brividi dei 7000 di Assago, dove la tensione milanese si fa realtà perchè la Tesi Group non è tornata in Lombardia per fare una gita. Poi il rientro dall' intervallo, la scarica di bombe di Moss e Cerella e Pistoia sul punto di capitolare.
Non sarà così, la Tesi Group esce dal campo a testa alta. I mille pistoiesi continuano a cantare, non hanno mai smesso e il pubblico delle sfilate di moda rimane interdetto. Cantano per la squadra e cantano per il capitano, arrivato davvero all'ultimo tango sul parquet. La Rai tira fuori dalle teche qualche immagine in analogico con Gek riccioluto, a metà tra un figlio dei fiori e Jovanotti, che lotta con la maglia di Varese, Siena e Milano. Un'immagine in azzurro e poco altro. Si poteva fare di più.
Ma sulla rete esplode il tributo dei tifosi e arrivano messaggi da tutta Italia. Ogni baskettaro regala il suo ricordo di Gek. Da "27/08/2004, Lignano..argento, sopra agli americani... 10 anni dopo ancora i brividi” di Jacopo Ghione che ripercorre le notti magiche di Atene, quelle in cui per seguire capitan Galanda e l'Italbasket «io e il mio amico, siamo gli unici adolescenti sfigati ad essere rimasti a casa in tutta Milano Marittima» scrive il gettonatissimo sito “La Giornata Tipo” nel suo originalissimo ringraziamento a Gek. «Non ci crederete mai, ma Gek Galanda ha rivoluzionato il gioco - continua il popolare sito che commenta con goliardia i fatti di basket - non s’era mai visto un 4, un’ala grande tirare da così lontano, in Italia... Se non vi bastasse, parliamo sempre di uno che adora John Belushi e i Pearl Jam. Se preferite Hannah Montana e Justin Bieber, c’è quella bellissima “x” in alto a destra».
C'è chi scrive solamente #graziegek da Varese, chi come Michele Gazzetti riporta cifre e dati di una carriera da campione «17 ottobre 1993-27 maggio 2014: dalla prima all'ultima partita, 7527 giorni in serie A di Gek Galanda». E poi i tantissimi tifosi biancorossi. «Grazie di tutto ragazzi... ci avete regalato emozioni... non vi scorderemo mai...grazie Gek!» è il pensiero di Chiara, mentre “Wanamarchi” (soprannome che omaggia il play della Tesi Group) scrive «Quella bomba da posizione centrale, sempre canestro. Quanto ci mancherà vederti sul parquet con la maglia biancorossa #graziegek».
Uno dei blogger nostrani più seguiti di pallacanestro come Lorenzo Neri scrive «Una standing ovation per Gek Galanda per favore. Immenso sotto tanti aspetti, forse tutti», mentre Chiara Borzì chiosa il titolo del film Oscar «Una grande bellezza (prima di questa serie)? Italia-Stati Uniti del 2004 #grazieGek».
Peter Pisa è il portavoce dei baskettari nati negli anni '80. «A 9 anni avevo due idoli: Galanda e Danilovic, due modi alternativi per scrivere pallacanestro. Da oggi mi sento più vecchio» scrive.
«La storia del basket italiano. Persona meravigliosa» aggiunge Dennis Montisci. Poi ci sono i commenti “vip” quelli dei suoi ex compagni di squadra come Fiorello Toppo che appena finita gara5 ha scritto «Voglio fare tanti complimenti a un campione vero, unico, con cui ho avuto la fortuna di giocare 2 anni stupendi e vivere tanti momenti dentro e fuori dal campo e ho il privilegio di chiamare amico». E ancora il capitano azzurro Gigi Datome «Grazie di tutto Gek. Mi hai fomentato da italiano e mi hai aiutato quando muovevo i miei primi passi in serie A. Un onore aver "giocato" con te!». C'è Lorenzo Saccaggi che cambia immagine del profilo Facebook e rimette lo scatto della scorsa stagione dove Gek lo “riprende” nel mezzo di una gara in maglia Tesi Group. Da babbo, da zio, da simbolo di un basket vincente e pulito.
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