Gioco
Dalla periferia all’élite del basket italiano
Bottegone conquistato dalla straordinaria impresa della Valentina’s, promossa in serie Dnb con due giornate di anticipo
PISTOIA. E adesso chiamiamola con il suo vero nome: B2. Non è una postazione della battaglia navale ma il nuovo mondo che, da sabato sera intorno alle 20 dopo aver saputo che Pesaro aveva perso con Empoli, si è aperto di fronte alla Valentina’s Bottegone.
Il salto in Divisione Nazionale serie B, quella che più volgarmente si chiamava fino a qualche anno fa B2, è finalmente realtà. Ma come si usa dire in questi casi, adesso viene il bello.
Innanzitutto, intorno a questa promozione c’è ovviamente un tocco di magia perché in 13 anni questa piccola società di periferia nella quale il presidente è un prete, il vice-presidente è un ex catechista, il cassiere è il primo tifoso con il suo tono di voce inconfondibile ed il team manager è un ex ciclista, tutti si sentono protagonisti perché fanno parte di una grande famiglia. E proprio quella realtà parrocchiale cara a “don Bifolchi”, come veniva appellato don Baronti qualche anno fa, adesso è pronta per il grande palcoscenico.
Con le varie riforme dei campionati, la Dnb (o B2 come dir si voglia) di fatto è diventata la prima lega interamente italiana perché al gradino di sopra, LegaDue Silver, ci sono già le prime parvenze di giocatori americani. Ed allora ecco che una categoria che un tempo era bistrattata adesso ha ripreso splendore perché magari qualche giocatore attempato, ma sempre voglioso di sudare alla sera durante gli allenamenti e alla domenica sul parquet, se vuole giocare deve scendere fino all’inferno della B2 anche se fino a due o tre anni prima era in serie A o LegaDue.
Per la Valentina’s la prossima stagione, per quel che si può sapere soltanto poche ore dopo la promozione, sarà comunque storica. Lo scenario più incredibile, ma forse davvero difficile da raggiungere, potrebbe prevedere la truppa bottegonese inserita in un girone nel quale ci potrebbe essere la Missardi Montecatini se riuscirà a salvarsi quest’anno (ora c’è vicina), la Fortitudo Bologna (quella che oramai i tifosi della Fossa dicono essere quella vera, che porta ogni domenica in B2 4.500 spettatori al PalaDozza) se per qualche sciagurato motivo non riuscisse a salire al piano di sopra. E poi, questo lo aggiungiamo noi, come non vedere a queste latitudini anche la nuova Mens Sana Siena costretta a scomparire dalla serie A dopo un decennio di successi ed il crac finanziario collegato al Monte dei Paschi che, per ridarsi una propria verginità, deve ripartire dal quarto scalino del basket italiano.
E ce lo vediamo sempre quel “don Bifolchi” come lo chiamavano a Reggello, Legnaia o Fucecchio a dare la mano in tribuna autorità al sindaco di Bologna e magari finire fra le ira della “Fossa” del PalaDozza piuttosto che entrare dentro il PalaSclavo a Siena e sedersi nella stessa poltroncina che, solo qualche mese prima, era riservata al numero uno del Barcellona che veniva a vedere i blaugrana in Eurolega.
Ovviamente stiamo anche un po’ fantasticando ma è anche il bello di questa vittoria che regala ed affibbia sempre in maniera più netta l’appellativo di “Basket City” alla piccola Pistoia: la Tesi Group in serie A, adesso Bottegone in Dnb. Non si trova da altre parti, se non nella vera città del basket italiano che è Bologna, due squadre così in alto nei vari campionati più importanti di casa nostra e questo è senz’altro un grande stimolo ed un traino per tutto il movimento. Bottegone continuerà a giocare le proprie gare al sabato sera visto che la domenica c’è la serie A con la speranza, e l’auspicio, che vista l’importanza della categoria possa aumentare anche il pubblico. Perché magari alla fine non ci sarà nemmeno una delle tre squadre che abbiamo citato in precedenza, ma scontri contro Pavia, Alessandria, Empoli, Cecina, Cento (tutte realtà sicuramente ben più grandi di Bottegone) sarebbero già un successo notevole.
Rimane l’ultima piccola spada di Damocle: occhio a non andare troppo male, perché retrocedere vuol dire perdere due campionati in uno visto che dalla stagione successiva, cioè 2015/16, chi arriva ultimo in B2 finisce direttamente in C regionale ed allora lì ci sarebbe davvero da ripartire dall’abc. Pardon, dal rosario.
Saverio Melegari
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