Sicurezza
È calata la tensione e Varese ci ha puniti
Moretti: «Paghiamo l’inesperienza a giocare a questi livelli»
VARESE. Varese è un’altra tappa dell’opaco giro d’Italia della Tesi Group, una squadra che in casa diverte e (soprattutto) vince e che in trasferta è più altalenante di un otto volante. Quando si accende, riesce a crearsi anche vantaggi importanti, ma appena le avversarie reagiscono, affonda in un mare di superficialità.
Dopo gli ultimi tre minuti scellerati di Pesaro dove non aveva saputo gestire il vantaggio di 13 lunghezze, Pistoia gioca due gare in una davanti al pubblico di Masnago. I primi 20’ sono da squadra che- come hanno ripetuto più volte i vari americani- vuole i playoff. I secondi da matricola che, dopo 24 giornate, si scioglie al sole della rimonta avversaria ed esce mentalmente dal match. «Sono d’accordo sulla nostra gara dai due volti- dice Paolo Moretti- siamo entrati bene nel match, siamo stati attenti, aggressivi, fisici per i primi 20’ come ci eravamo preparati. Abbiamo peccato forse un po’ di presunzione, sbagliando qualche tiro aperto di troppo che ci poteva dare un vantaggio ampiamente in doppia cifra all’intervallo dove invece siamo andati con “solo” 9 punti in più di Varese. Dico questo non tanto per un dato numerico ma perché così abbiamo dato la consapevolezza ai nostri avversari che bastava fare qualcosa in più per rientrare in gara, quello che puntualmenteè successo».
In effetti il vantaggio di 43- 34 sta stretto alla Tesi Group del primo tempo dove Gibson, Daniel ma anche Washington e Wanamaker hanno dato l’impressione di avere bene in mano le chiavi per scardinare la flebile difesa di casa. La Cimberio, senza Clark (fuori rosa anche se la società di Cecco Vescovi non lo ha confermato ufficialmente), dimostra nei primi due quarti tutti i limiti caratteriale che la vedono intrappolata dall’inizio nella lotta salvezza. Ad inizio ripresa però si sveglia e segna 31 punti in 10' alla difesa improvvisamente di burro di Pistoia con un Polonara da Nazionale. «Quando è venuta fuori la profondità e il talento di Varese- continua il tecnico biancorosso- è diventato tutto più difficile e il nostro terzo quarto difensivo è stato orribile».
Se il sussulto d’orgoglio varesino era più che attendibile, quello che non ci si poteva aspettare era una Tesi Group incapace di reagire al ritorno della squadra di casa. «In trasferta serve molta più continuità- continua Moretti- più attenzione, più concentrazione di quanta ne serva in casa. Non possiamo permetterci cali di tensione, perché se in casa riusciamo a contenere le sbandate, in trasferta ci costano care». Un mesto copione che si ripete trasferta dopo trasferta: le difficoltà esterne rimangono il neo del buon campionato della Tesi Group. «Non le chiamerei “neo”- conclude Moretti- sono purtroppo una nostra caratteristica e non tanto una mancanza. Non abbiamo abbastanza maturità per rimanere lucidi in trasferta. Non si perde per mancata dedizione o impegno, in trasferta paghiamo di più la nostra inesperienza che si vede nell’incapacità di gestire i momenti chiave. Purtroppo questa non si compra al mercato, viene dopo campionati e campionati».
Elisa Pacini
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