Gioco
Corsa al biglietto, tutti in fila con ore di anticipo
E davanti al botteghino di via Fermi c’è anche chi per ingannare l’attesa si mette a giocare a briscola
PISTOIA. Sono le due e un quarto di un sabato pomeriggio che non è come tutti gli altri per chi ha il cuore biancorosso. Manca ancora più di un’ora all’apertura del botteghino di via Fermi, dove saranno in vendita gli ultimi biglietti per il derbissimo tra Tesi Group e Montepaschi, ma e la fila è già corposa. Certo, poca cosa in confronto al serpentone dello scorso sabato, quando è iniziata la prevendita, ma tra i ritardatari è scattata la corsa al posto, e in tanti si sono presentati in via Fermi con grande anticipo.
Che l’attesa sia stata lunga si capisce dal fatto che i primi della fila si sono muniti di sedie e tavolino, su cui si vedono bottiglie vuote e carte da briscola. «Siamo venuti qui per tempo – racconta Gianni Gavazzi – Lui (e indica un amico) è partito di casa alle 10, poi è stato al bar fino alle 11 e quindi si è messo in fila».
L’amara sconfitta della Tesi Group a Pesaro non sembra aver scalfito la fiducia nella squadra di Moretti. «La delusione c’è stata – continua Gianni, tifoso fin dai tempi delle gare all’Auditorium – ma Pistoia in casa è un’altra squadra. Sono convinto che vinceremo contro Siena, e poi non ci si può perdere lo spettacolo del derby. Mi ricordo quando con Siena eravamo gemellati, ai tempi del Cofax. Chi sarà il giocatore del derby? Io spero nel collettivo biancorosso, perché Siena non si batte se non si gioca come una squadra».
La lunga attesa sotto il sole caldo di una primavera anticipata stimola l’amarcord e Samuele Pomposi, altro tifoso doc, passa in rassegna gli aneddoti del passato. Poi, per ingannare l’attesa, non c’è niente di meglio che stuzzicare un amico che si definisce “ex termale”.
«Sono di Montecatini – ci dice Cosimo Caserta – ma ho sposato una pistoiese e quindi vengo a vedere le partite da tempo, anche perché fa sempre piacere che squadre della zona siano in serie A».
Ci sono poi i tifosi della “nuova guardia”, i ragazzi di oggi. «Sono uscito da scuola a mezzogiorno e dieci – spiega il quattordicenne Francesco Civoli – e sono subito venuto qui. Mi aspetto una bella partita, spero che Pistoia possa lottare fino alla fine per la vittoria. I miei idoli? Washigton e Daniel, che all’inizio erano messi in discussione e poi hanno dimostrato il loro valore».
In buona posizione per accaparrarsi un biglietto, anche una signora, che si legge un libro nell’attesa. “E’ una tifosa?” chiediamo. «No, sono una mamma – risponde Giovanna – Faccio la fila per mio figlio, c’è stato un’ora lui e ora tocca a me». D’altra parte, confida, in casa non si parla d’altro che di questa partita. Come in tutta la città, del resto. (e.p.)
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