Sicurezza
«Bravi a contenere i loro tiratori da 3»
Cortese: «Cerchiamo di eliminare i difetti dell’andata. Le squadre sono cambiate»
PISTOIA. Anche se nello spogliatoio si sta cercando di rimuovere quanto successo a Pesaro («ma a me è rimasto ancora l’amaro in bocca»), è ovviamente necessario voltare pagina e pensare al grande derby oramai alle porte fra la Giorgio Tesi Group e la Montepaschi Siena. E per Riccardo Cortese l’emozione sta crescendo, anche perché sia italiani che americani hanno capito quanto possa essere importante questa partita, e non solo per il campanilismo.
«Quando sabato scorso siamo partiti per Pesaro – spiega Cortese – e abbiamo visto tutta quella fila di persone per acquistare il biglietto si è capito perché questa non è una partita uguale alle altre ed anche i nostri americani se ne sono resi conto. Sarà un match bellissimo fuori dal campo, ci auguriamo per noi che lo sia anche sul parquet per arrivare a quei 20 punti che ci siamo prefissati come limite minimo». Un aspetto che però preoccupa tutti quanti, dopo il rientro dalla sosta di un mese fa, è il cambiamento nell’ultimo quarto della Tesi Group: per dieci partite era stato il punto di forza di Wanamaker e soci, adesso l’anello debole. «Secondo me non esiste alcun tipo di calo fisico – aggiunge la guardia bolognese – ma, con il passare delle partite, è chiaro che subentra un fatto psicologico con la paura in trasferta di vincerle e perché ci manca sempre qualcosa che per ora non abbiamo mai avuto lontano da casa nostra».
Per preparare questo derby, però, bisogna anche fare poco affidamento alla partita dell’andata, fra l’altro strapersa da Pistoia, visto che entrambe le squadre sono cambiate: la Tesi Group nello spirito di sacrificio, la Mens Sana come quantità visto l’addio di Hackett e gli arrivi di Jenning e Haynes. «Adesso Siena ha tutti giocatori nel vivo dell’azione – dice Cortese – ed i nuovi arrivati hanno dato maggiore energia al resto del gruppo: la loro panchina è lunga e comunque sappiamo quel che vuol dire la Montepaschi nella storia del basket italiano. Come fermarli? Dovremo essere atletici fin dall’inizio e contenere i loro tiratori da 3 punti visto che all’andata ci hanno preso a pallonate». (s.m.)
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