Sicurezza
La Tesi Group torna coi piedi per terra
Caso, vicepresidente del Pistoia Basket: «Una vittoria a Pesaro e il campionato apriva altre possibilità. Black out mentale»
PISTOIA. Il giorno dopo l’incredibile sconfitta della Tesi Group all’Adriatic Arena è quello dei rimpianti, dell’amarezza che lascia il pensiero fisso del “poteva essere e non è stato” naturale dopo una gara letteralmente gettata via come è stata quella dei biancorossi a Pesaro.
Un pensiero che attraversa il popolo biancorosso e va dai tifosi ai dirigenti, che nel caso del consiglio della Tesi Group, è fatto di imprenditori determinati quanto appassionati nella loro veste sportiva come Antonio Caso, presente a Pesaro insieme al presidente Maltinti. «Abbiamo dominato la partita e abbiamo perso nel finale- dice ancora incredulo il vicepresidente del Pistoia Basket- alla fine sono rimasto 5 minuti a guardare il canestro perché non riuscivo a capire quello che era successo». In effetti in tre minuti, il popolo biancorosso è passato dal paradiso di una gara in ghiaccio con Pesaro a sparecchiare di fronte alla solidità difensiva di Daniel e Washington all’inferno di un blackout totale. 180” di scelte folli, errori banali e passaggi alle mosche che hanno rimesso in carreggiata Pesaro e aperto la valigia dei rimpianti. «Una vittoria a Pesaro sarebbe stata il timbro per un finale di campionato diverso- dice sinceramente Caso- la spinta per poter pensare a qualcos’altro e qualcuno già ci sta pensando, come ha detto Gibson. D’altronde si vive anche di sogni e non solo di realtà».
Parole largamente condivisibili quelle di Caso che, senza metter pressione ad una squadra costruita per la salvezza, esprimono il rammarico dei tifosi spiazzati dall'altalena del rendimento dei biancorossi tra casa e trasferta. «La classifica rimane buona- dice il vicepresidente biancorosso- prima dell’inizio di campionato, ci avremmo messo la firma su una classifica così. Siamo soddisfatti, ma non certo appagati. Vorremo divertirci anche fuori casa come facciamo al PalaCarrara. A Pesaro la vittoria sarebbe stata un colpaccio, per iniziare un campionato diverso ma purtroppo l’abbiamo solo sfiorata».
Dal calo fisico (viste anche le difficoltà nel finale delle ultime gare post sosta da Milano a Cremona e Reggio Emilia) a quello di concetrazione: Pistoia si interroga sulle cause del pauroso 18-4 subito dai biancorossi in poco meno di 3’. «Non c’è dubbio che il calo sia stato mentale- dice Caso- forse pensavamo di aver già vinto. Certo nel finale il fattore campo conta, noi lo sappiamo bene visto che in casa abbiamo vinto diverse gare sul filo del rasoio. È anche vero che Pesaro non è una squadra morta e, la vittoria di Montegranaro, dimostra che di morto non c’è nessuno in questo campionato». Al sincero rammarico per la sconfitta di Pesaro, si aggiunge la consapevolezza di Caso che domenica in casa- nell’atteso derby con Siena- sarà tutta un’altra storia. «Sono sicuro- chiude Caso- che in casa la squadra giocherà come sempre, senza pensare a Pesaro. Qui non ci fa paura nessuno».
Elisa Pacini
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