Il Tirreno

Pistoia

Ci serve continuità facciamo gli errori delle squadre giovani

Ci serve continuità facciamo gli errori delle squadre giovani

Galanda non sembra credere ai playoff ma invita a lottare per arrivare più in alto possibile. «La salvezza è vicina»

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PISTOIA. Il campionato si avvia verso la sua conclusione con la salvezza praticamente in tasca per la Giorgio Tesi Group ed allora si può pensare anche al futuro. Come, per esempio, quello del capitano biancorosso Gek Galanda che, arrivato alla soglia dei 40 anni, dovrà prendere una decisione sul suo futuro. Per ora sembra non pensarci visto che, su precisa domanda “cosa succederà fra due mesi nella carriera di Galanda?” la risposta è secca e precisa: «Possiamo passare alla domanda successiva» ovviamente con il sorriso sulle labbra.

In questi casi, le opinioni si dividono perché c’è chi pensa ad un Gek pronto al ritiro oppure chi vede questa “non risposta” come una apertura per una eventuale riconferma. Nel frattempo, però, c’è da chiudere il capitolo salvezza, possibilmente domenica nella trasferta di Pesaro per rimanere così anche in scia delle avversarie per l’ottavo posto e provare veramente a cullare il sogno dei playoff. «C’è ancora un bel pezzo di campionato da giocare – afferma Galanda – ma rimaniamo equilibrati: ogni volta che si vince si parla di playoff, se poi si perde si dice che bisogna guardarsi indietro. Di certo c’è che, al momento, la classifica dice che siamo in una posizione abbastanza tranquilla e, visto anche quel che succede in giro fra Siena e Montegranaro, i problemi sembrano stare altrove. Però, dobbiamo essere bravi a competere per arrivare il più in alto possibile: in fin dei conti, arrivare 11° piuttosto di 14° fa la sua differenza e quindi daremo tutti il massimo da qui alla fine».

Il fatto di dire due posizioni di classifica a caso, ma che non rientrano comunque nella zona playoff, fa capire quanto quella è la dimensione di questa Giorgio Tesi Group davvero troppo discontinua di rendimento, finora, fra casa e trasferta per poter pensare di ambire alla post- season. «Dobbiamo crescere per quanto concerne la continuità – prosegue il capitano della Tesi Group – perché siamo partiti come una squadra slegata che adesso fa paura a tutti in casa, mentre in trasferta abbiamo bisogno di una prova di maturità per tornare a vincere. Il viaggio a Pesaro non è dei più semplici visto quanto successo all’andata (match deciso dopo tre tempi supplementari, ndr) e perché anche se ultimi non sono da sottovalutare: in questo momento, fra loro e Montegranaro li vedo decisamente favoriti per salvarsi».

Come ogni settimana, anche se cambiano i protagonisti, ci andiamo ad imbattere sempre nella stessa domanda: ma com’è possibile che questa squadra possa avere un rendimento così diverso fra casa e trasferta? «La psicologia nel basket conta moltissimo – prosegue Galanda – ed è inutile ricordare come parte dei successi di quest’anno siano riconducibili al nostro pubblico. Chiaramente se l’inizio di stagione, già difficile di per sé, era stato condito magari da qualche contestazione, fischi e quant’altro il progetto poteva crollare ed invece tutto l’ambiente è rimasto unito. Siamo una squadra che commette molti errori, un classico per un team giovane: c’è più quantità che qualità ed in trasferta questa cosa la paghi. Prendiamo ad esempio Cremona: lì ha vinto chi ha fatto meno errori ma forse se giocata in casa nostra l’avremmo vinta».

Infine, la curiosità: a chi ha insegnato di più Galanda in questa stagione? «Daniel è un bambinone ed è cresciuto tanto – chiude Gek – ma con Johnson c’è stato ancora più confronto e suggerimenti, forse perché siamo compagni di camera in trasferta: mi ha rivolto tante domande soprattutto all’inizio quando era davvero impacciato».

Saverio Melegari

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