Italia
Il miracolo vincente di capitan Giarelli sul filo della sirena
Ma il successo all’ultimo secondo contro l’ostica Mortara non cancella la serataccia dell’attacco della Missardi
PISTOIA. In una partita di basket si gioca per 2.400 secondi. Eppure a volte succede che il tiro che decide una partita, in questo caso quello di Giarelli, parte al secondo 2.399, e si infila nella retina proprio mentre la sirena suona. Qualche allenatore potrebbe dirvi che in realtà tutti i secondi di una partita sono uguali, perché influenzano tutti il risultato finale; De Gregori magari potrebbe convincervi che non è da questi particolari che si giudica un giocatore. Ma sbaglierebbero, almeno un po’, perché di mezzo c’è il peso specifico del pallone, che, nonostante le leggi della fisica, non è sempre uguale. Quando arrivi a eseguire il tiro che può significare successo o sconfitta, e magari sai che può anche significare salvezza o retrocessione, per non sbagliare ci vuole un misto di freddezza, fiducia nelle proprie qualità e capacità di non pensare: ciò che trasforma un buon giocatore in uno di quelli che allo scadere la butta dentro. E poi ci vuole un po’ di fortuna, ovvio.
A Giarelli non era mai successo, e forse questa prima volta può essere uno stimolo per il futuro. Era un po’ di tempo che al Palaterme non si festeggiava un finale del genere. Uno di quelli in cui il ruolo di chi esce con il capo chino, sapendo di aver fatto quasi tutto bene e che in quel quasi c’è un intero mondo, tocca agli altri. A Mortara, che si è dimostrata forte come nelle previsioni, che usa sette giocatori eppure gioca una pallacanestro fluida come poche in questo campionato, basandosi sulla conoscenza reciproca dei titolari e sulla delicatezza delle loro mani.
Fluido invece l’attacco della Missardi non è stato praticamente mai, nemmeno nel terzo quarto, quando, tornata in campo dopo l’intervallo, la squadra di Barsotti ha avuto la forza di ribaltare la partita e di prepararsi per quel finale equilibrato che l’ha premiata. Nella peggior serata della stagione per Quartuccio, i passaggi andavano a rilento, le azioni partivano in ritardo, il pallone tendeva a fermarsi per molti secondi nelle mani dei singoli, in attesa di non si sa che cosa.
Fortuna che, soprattutto nei primi minuti, c’era un Georgi Sirakov che si è presentato sul parquet di casa con le stesse credenziali che aveva fornito una settimana prima a Tortona. Problemi nel riciclarsi da gregario a protagonista? Zero. Evidentemente lo staff tecnico è stato bravo nello spiegargli che poteva prendersi dei rischi, anche sporcare le percentuali e buttare via qualche pallone, ma che lo Sporting Club aveva bisogno di un punto di riferimento offensivo capace di sostituire per quanto possibile Matteo Russo. Fin qui il bulgaro c’è riuscito bene, ha dimostrato di essere forte in penetrazione e pericoloso al tiro da fuori.
Poi naturalmente ci sono i meriti della difesa, soprattutto dal 20’ in poi. Nel terzo quarto in particolare Montecatini ha subito 8 punti da una squadra abitualmente prolifica, e se l’ha tenuta a 62 certamente il lavoro è stato eseguito bene. I margini di miglioramento restano nella metà campo offensiva, e una mano potrà darla Giorgio Sgobba, che esordiva e ha diviso la propria prestazione in maniera perfetta: disastroso nella prima metà, entusiasmante nella seconda. Considerando che aveva un allenamento alle spalle, c’è di che essere ottimisti anche su di lui.
Lorenzo Mei
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