Il Tirreno

Pistoia

Coach Moretti ingoia amaro per la differenza canestri

Nell’ultimo minuto e mezzo di partita contro la Grissin Bon Reggio Emilia, tutto il PalaCarrara era intento a saltare e festeggiare per una vittoria che sa oramai di salvezza. Eppure, qualcuno che...

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Nell’ultimo minuto e mezzo di partita contro la Grissin Bon Reggio Emilia, tutto il PalaCarrara era intento a saltare e festeggiare per una vittoria che sa oramai di salvezza. Eppure, qualcuno che saltava qua e la imbufalito, che si arrabbiava, che sbraitava e che non era contento di quel che vedeva c’era: Paolo Moretti. Il coach della Tesi Group ha provato a nascondere il malumore in sala stampa ma non c’è riuscito: Pistoia voleva ribaltare la differenza canestri con Reggio Emilia per lasciarsi aperta una porta abbastanza grossa in ottica playoff. Perché stare avanti di quasi, ed oltre, 20 punti per tutta la partita e poi chiudere “solo” sul +8, quando l’andata era finita -11, ti fa masticare amaro. Perché? Proviamo a fare una piccola analisi.

La Tesi Group, al momento, si trova in un gruppone con ben 7 squadre che si giocherà fino alla fine gli ultimi due posti playoff (gli altri 6 sembrano oramai già assegnati): le favorite per andarci al momento sono la Sidigas Avellino e la stessa Reggio Emilia. Ed è qui che casca l’asino. Perché contro gli irpini Pistoia ha un secco 0-2 negli scontri diretti, mentre con i reggiani siamo in parità ma c’è questo piccolo -3 di differenza canestri che lascia avanti la Grissin Bon. Tradotto: al momento i biancorossi sono a -2 punti dall’ottavo posto ma per centrarlo contro avversari del genere bisognerà arrivare a fine campionato con una vittoria in più.

Il tutto senza dimenticare le altre avversarie che si chiamano Venezia, Varese, Caserta e Bologna tutte da affrontare ma con ben tre scontri in trasferta. Se si considera, poi, che la quota playoff in questi anni è sempre stata di 30-32 punti, a Pistoia ne mancano 12 almeno, cioè sei vittorie in 9 partite. Un passo mai avuto finora e che fa rimpiangere sempre di più i ko di Caserta, Avellino e Cremona, tanto per citarne soltanto tre di un pessimo cammino “on the road”. (s.m.)

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