Il Tirreno

Pistoia

Basket ignorato dalla Rai la protesta dei presidenti

Tesi Group in diretta tv solo una volta in venti partite, poche e sporadiche notizie nei telegiornali dei canali sportivi. Chiesto un incontro con i direttori di rete

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PISTOIA. Con due terzi esatti di stagione consumati e alla vigilia del rush finale della regular season della Legabasket, che deciderà le otto partecipanti ai playoff e la retrocessione in Legadue Gold, i presidenti delle sedici società del massimo campionato italiano battono i pugni sul tavolo e reclamano attenzione e visibilità a quello che ufficialmente è il primo partner televisivo del torneo: la Rai.

La protesta è partita da Luigi Brugnaro, patron che ha fatto rinascere la Reyer Venezia riportandola ai fasti della serie A, ma ha trovato terreno fertile in tutti gli altri presidenti che hanno firmato la lettera di protesta inviata a tutti i direttori delle reti Rai, che ha dato vita alla petizione popolare “Più basket in Rai” che tutti gli appassionati possono firmare on line sul sito della Legabasket. Tra i firmatari della lettera inviata agli storici uffici romani della Rai di Viale Mazzini c’è naturalmente Roberto Maltinti, e non potrebbe essere altrimenti visto che, se la Legabasket reclama più attenzione alla tv pubblica, che ad oggi garantisce una diretta settimanale e qualche sporadica notizia nei tg dei canali sportivi e non generalisti, le “piccole” società sono ancora più danneggiate.

La Tesi Group è stata trasmessa in diretta tv solo una volta in 20 gare, in cui, tra l’altro, ha fatto la sua figura con la spettacolare rimonta e vittoria al supplementare su Cantù in un PalaCarrara esaurito. Per i biancorossi non c’è traccia di altre dirette Rai fino ad aprile, periodo per cui è già stata comunicata la programmazione televisiva delle gare.

Tutte le società lamentano la poca attenzione della Rai per un campionato che raccoglie tanti sportivi. Nella lettera, in cui si chiede espressamente un incontro tra i direttori di rete e la Legabasket, si fa notare alla tv pubblica la quasi totale mancanza di programmi di informazione ed approfondimento sportivo dove compaia la pallacanestro anche nei suoi risultati più importanti di club e di Nazionale. Si fa notare come, ad esempio, all’interno del tradizionale appuntamento della “Domenica Sportiva” si parli solo della serie A di calcio e si concedano 10 minuti per la serie B, senza nemmeno citare i risultati della Legabasket. Un dato che stride con quelli che sono i numeri del pubblico del basket, citati nella lettera: come pubblico pagante e tesserati, la pallacanestro è pari al 20% dei numeri del calcio, ma l’attenzione mediatica non rispecchia tale proporzione. Uno scenario totalmente cambiato negli ultimi anni, rispetto all’ampia copertura mediatica del basket negli anni ’90, con la diretta tv del sabato pomeriggio e lo spazio dedicato al basket nelle principali trasmissioni sportive.

Elisa Pacini

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