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Pistoia

Multa di 1.650 euro ma per “semplici” offese

Multa di 1.650 euro ma per “semplici” offese

PISTOIA. Si chiude con 1.650 euro di multa il dibattito che ha accompagnato la giornata di ieri del popolo biancorosso. Al centro del contendere, un articolo, dimostratosi poi non veritiero, della...

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PISTOIA. Si chiude con 1.650 euro di multa il dibattito che ha accompagnato la giornata di ieri del popolo biancorosso. Al centro del contendere, un articolo, dimostratosi poi non veritiero, della Gazzetta dello Sport che, nel racconto del match, aveva parlato di insulti razzisti nei confronti di Daniel Hackett. Dopo la doccia, fra l’altro, lo stesso Hackett è stato ascoltato da alcuni componenti della Baraonda ed il giocatore, sul suo profilo Twitter, ha spiegato quel che è successo. «L’incontro con i tifosi di Pistoia – ha scritto il play di Milano – è stato molto bello, sincero e raro visti i tempi. Mi sono scusato con loro: il mio sguardo di sfida non era rivolto alla curva ma ad un solo individuo che mi aveva pesantemente insultato augurandomi anche la morte. E’ stato un caso isolato, nulla a che vedere con il bellissimo tifo pistoiese».

La multa per la Tesi Group è per le “offese del pubblico agli arbitri e nei confronti di un tesserato ben identificato (lo stesso numero 12 dell’EA7) ed i fischietti atti a disturbare lo svolgimento del match”. Il coro partito da una parte della curva e rivolto al play azzurro si è sentito benissimo ma nessuno ha percepito “buu” razzisti nei suoi confronti, forse solo il giornalista della Gazzetta dello Sport.

Si sa che Milano è forte, che probabilmente sarà l’anno buono ma non avrebbe certo bisogno anche di chi gli cuce addosso il vestito giusto, dando per scontato che l’Armani doveva vincere a Pistoia a prescindere.

Il Pistoia Basket, dal canto suo, ha preferito soltanto ringraziare tutti i protagonisti della serata, con un PalaCarrara da quinto “tutto esaurito” consecutivo.

«Il grazie va ai giocatori e allo staff tecnico – spiega la società – che hanno lottato alla pari con la squadra più forte d’Italia, ai collaboratori e ai volontari della società che si sono adoperati con il massimo della disponibilità e al pubblico meraviglioso e commovente. Se c’è stato qualche inconveniente, ci scusiamo con i protagonisti di qualche scaramuccia, per fortuna poi subito chiarita. E ad una rappresentazione della realtà messa in opera da un importante quotidiano nazionale, ci sia consentito rispondere con un piccolo sfogo: dopo questa festa, preferiamo serenamente non rispondere».

Saverio Melegari

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