La protesta
Maltinti non ci sta: non siamo razzisti
Tesi Group, il presidente respinge le accuse apparse sulla “Gazzetta” ed elogia il comportamento del pubblico
PISTOIA. «E’ stata una serata eccezionale. Pistoia tutta, dalla squadra ai tifosi, è stata più che all’altezza della situazione». Roberto Maltinti non ci sta a cadere nel tranello della polemica, dei veleni su cui qualcuno ha provato a mettere l’intenso lunedì sera del PalaCarrara. Quello in cui la Tesi Group ha sfiorato l’impresa, imbrigliando per 35’ l’artiglieria dell’Armani Milano, per poi cedere nel finale, con la spia della lucidità accesa per un roster reso ancora più corto dalle precarie condizioni di Washington contro le mille soluzioni della capolista.
Per questo, insieme a tutto il consiglio del Pistoia Basket, Maltinti ha scelto l’eleganza per rispondere all’accusa di insulti razzisti da parte del pubblico biancorosso verso Daniel Hackett riportata nel titolo della cronaca del match de “La Gazzetta dello Sport”.
«Mi sembrava doveroso ringraziare i giocatori e lo staff tecnico – dice Maltinti – per il basket di altissimo livello che Pistoia ha fatto vedere per 35’. La gente si è divertita, è stata una serata bellissima per chi vuole bene a questo sport. Chissà se Washington fosse stato al meglio, cosa sarebbe potuto succedere. Noi come società siamo entusiasti di come si sono battuti i ragazzi contro una squadra per cui il decimo che si alza dalla panchina è come il terzo».
Poi dalla squadra che ha fatto sudare l'Armani prima di conquistare l’ottava vittoria consecutiva in campionato, Maltinti passa ad altri ringraziamenti.
«Mi preme ringraziare la Questura per averci concesso di vendere i biglietti del settore ospiti ai nostri tifosi – continua il presidente – È andato tutto bene, non c’è stata mezza parola sgarbata con i tifosi milanesi e penso che Pistoia anche in questo senso abbia fatto bella figura».
In effetti, nonostante i tifosi ospiti fossero non più di 50, spostati per l'occasione in tribuna, è filato tutto liscio. Tutto come dovrebbe essere nell’ordine di un confronto sportivo: con la festa di chi vince e la rabbia composta di chi perde che ha accompagnato l’uscita dal campo dei leoni di Moretti tra gli applausi.
Peccato che qualcuno non l’abbia vista così e che abbia puntato il dito su altro. Maltinti non cede e risponde in punta di fioretto. «Non credo che possano essere chiamati razzisti un gruppo di "sciamannati" che reagiscono, in maniera scorretta, ad un gesto di un giocatore – dice il numero uno di via Fermi – Non accetto che Pistoia sia chiamata razzista, quando tanti nostri avversari, dagli allenatori ai giocatori, ci hanno lodato per il nostro pubblico. E’ stato bellissimo rivedere il palazzetto pieno, il botta e risposta prima della partita tra la curva e la gradinata mi ha fatto emozionare, e la convivenza con i tifosi di Milano è stata un segno di civiltà».
«Mi sorprende – si lascia scappare Maltinti – come nessuno abbia parlato del cambio fatto dall’arbitro e non dall’allenatore (l’uscita dal campo finale di Hackett descritta così dallo stesso Luca Banchi, ndr)».
Il finale è per il futuro. «Domenica ci aspetta una gara importante a Cremona – guarda avanti Maltinti – sono queste le partite che per noi contano davvero».
Elisa Pacini
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