Il Tirreno

Pistoia

La Tesi cede il passo alla favorita Armani

La Tesi cede il passo alla favorita Armani

L’EA7 la mette anche sulla bagarre, gli arbitri lasciano correre

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PISTOIA. Non sempre la classe operaia va in paradiso. A volte anche quando meriterebbe di andarci, rimane nel limbo e cede il passo, l'ultimo passo, ai favoriti. A quelli costruiti a suon di milioni di euro per stravincere tutto, a quelli che dovrebbero mangiare il mondo. A quelli che- come scriveva ieri il più importante giornale sportivo di questo Paese- a Pistoia dovevano vincere a mani basse.

L'Armani a Pistoia ha vinto, è vero: lo ha fatto grazie ad un finale importante dei suoi migliori giocatori (quelli saliti al Nord per togliere i lustrini dal Forum e riportarci i trofei) ma lo ha fatto sudando e soffrendo non poco. Lo ha fatto, abbattendo con i canestri di Hackett e Lawal i fantasmi post sconfitta di Coppa Italia che la grande prova della squadra di Moretti aveva ritirato fuori. Perchè per 34' la Tesi Group è stata “La Grande bellezza” del basket, con i suoi otto giocatori (tra cui Washington zoppicante e un JJJ molto sottotono) a menar le danze contro la sfilata di nomi che Luca Banchi può far alzare dalla panchina.

Nonostante l'assenza dell'influenzato Gentile, l'Armani gira 10 giocatori e si può permettere di far entrare Daniel Hackett, l'uomo della svolta, a fine del primo tempino mentre David Moss esce per tirare il fiato. La differenza tra l'ottima gara di Pistoia e quella di Milano, sta qui e non nei 9 punti finali che non rendono merito al cuore e alla grinta della Tesi Group: sta nel talento e nella fisicità di questi assi nella manica di Banchi che possono spingere l'acceleratore quando le energie biancorosse, dopo 34' al massimo dei giri, sono finite. Perchè la tripla di Gibson a poco più di 5' dalla sirena finale, per il 75- 67, è stata la sgassata data con l'ultima goccia di benzina nel serbatoio.

È proprio l'asse Wanamaker- Gibson a scaldare il PalaCarrara fin dall'inizio, quando Pistoia inizia il match a muso duro e vola con percentuali altissime al tiro: 9/14 da due e la bomba di Washington per una progressione sorprendente. Da 6-2, a 12- 6 fino a 17-8. I biancorossi continuano a tirare benissimo fino all'intervallo (6/7 da tre) ma Milano, con l'ingresso di Hackett, si riorganizza e nel secondo tempino si prende l'inerzia del match.

Il primo sorpasso ospite arriva con i liberi di Danny boy (26- 27 dopo l'antisportivo a Meini) ma le triple di Gibson e Washington (2) valgono il controbreak di casa (38- 35) mentre quella di Cortese sul finir di tempino, serve a rintuzzare il nuovo allungo ospite. Il terzo quarto inizia con un canestro di Moss, fin lì con il tabellino sorprendentemente immacolato, e sembra l'inizio dell'avanzata degli Unni anche perchè la tripla di Jerrels vale il 46- 53. Il movimento di Daniel sotto canestro, però, ha buoni effetti: Hair catalizza una miriade di falli e l'Armani si scopre in bonus dopo 3'16”. Dalla lunetta, croce e delizia del campionato biancorosso, arriva il recupero di Wanamaker e soci che stampano un perfetto 12/12 dalla linea della carità.

È questa la base del 15-0 che riporta Pistoia avanti 65- 55 al 29'. Si va all'ultimo tempino e i due canestri di Lawal in un amen (67- 63), fanno capire che non è affatto finita.

Pistoia inizia a sentire la stanchezza, l'Armani la mette sulla bagarre e gli arbitri lasciano correre. Wana e Gibson non si arrendono (75- 67) ma Jerrels è spietato e l'Armani è di nuovo dentro al match (76- 76 a 35'35"). Hackett e Moss spingono fino al 76- 79, Gibson trova l'ultimo -2 a 120" dalla sirena ma la tripla di Hackett, strappa di colpo l'ennesima pagina del libro cuore che la Tesi Group ha provato con tutte le sue forze a scrivere.

Elisa Pacini

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di Redazione web