Il Tirreno

Pistoia

«Pistoia ce la può fare» E’ il pronostico di Masini

di Elisa Pacini
«Pistoia ce la può fare» E’ il pronostico di Masini

Il pivot delle mitiche Scarpette Rosse vede una Milano non ancora squadra «Dovete ringraziare Maltinti e i Carrara. A Montecatini mancano uomini così»

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PISTOIA. E’ possibile ripercorrere 40 anni di pallacanestro in venti minuti? E’ difficile ma chiacchierando con uno che del basket italiano con la B maiuscola è stato una colonna come Massimo Masini, classe 1945, 208 centimetri, il miracolo può avvenire. Soprattutto se nell’aria nemmeno troppo fredda di un sabato invernale, tra i baskettari nostrani c’è l’attesa per il ritorno a Pistoia di una corazzata come è la Milano “griffata” Emporio Armani 7 che domani sera sfiderà la Tesi Group. L’attesa è dalla parte est del Serravalle, la sponda pistoiese dove la passione per i canestri è tornata a far battere il cuore di tutti grazie- dice Masini- a persone come Paolo Moretti e Roberto Maltinti.

«La pallacanestro di oggi la seguo senza l’amore che mi piacerebbe avere- mette subito le cose in chiaro il capitano di una delle squadre italiane più forti di tutti i tempi sui parquet come lo era la Simmenthal Milano negli anni 60-'70, le mitiche Scarpette Rosse di Rubini - la seguo perché è stata la mia vita ma quello che si vede non rappresenta il basket italiano ma la pallacanestro mondiale con i tanti stranieri che ci sono e non mi emoziona. Devo dire però che seguo più Pistoia che Milano. Ci crede?».

Se i tifosi pistoiesi aspettano con tanta curiosità di vedere come la matricola impastata dalla grinta di Paolo Moretti proverà ad offuscare i lustrini della corazzata milanese, tutti gli sportivi della provincia drizzano le orecchie di fronte ad un evento così importante come l’arrivo di Milano.

Una squadra, una società per cui Masini ha giocato vincendo 4 scudetti, due Coppe delle coppe e una Coppa dei campioni, come si chiamava allora la massima competizione europea dove l’Italia faceva la voce grossa.

Adesso Milano stessa, dice Masini, è molto diversa da quegli anni.

«Mi sembra che manchi qualcosa- dice uno dei pilastri della grande Simmenthal- quel senso di appartenenza ed entusiasmo che per noi era la base. Da osservatore esterno quale sono, mi sembra che la società che ha assunto il ruolo della vecchia Olimpia non ne porti avanti la stessa filosofia. Sono stato 15 anni a Milano, una città dove c’è ancora un patrimonio cestistico a cui poter attingere e che avrebbe potuto portare la propria esperienza alla società di oggi. Penso a figure come Gamba o altri».

E’ l’amore per questo sport, è il legame per una città che lo accolto a 18 anni dalla provincia toscana “svezzandolo” al basket e alla vita che fa parlare Masini. Nessuna polemica ma lo sguardo sincero di chi all'Olimpia Milano ha dato molto.

«I giocatori di Milano sono stati contestati?- dice l’ex centro azzurro - non lo sapevo. Noi non siamo mai stati contestati: eppure quando ci fu il ringiovanimento della rosa, per 3-4 anni non vincemmo niente e rischiammo anche di retrocedere. La gente probabilmente vedeva che noi in campo mettevamo sempre l’anima, che avevamo il fuoco dentro gli occhi. Valori che ci trasmetteva la società e mi sorprende che la società nuova non abbia voluto attingere a quel fuoco»

Intanto però lunedì Milano, dopo la delusione di Coppa Italia e l’onorevole ko in Eurolega a Barcellona, arriva a Pistoia per mettersi le critiche alle spalle. Per molti quella di domani al PalaCarrara è una sfida a pronostico chiuso.

«Io non credo- risponde Masini- Pistoia soprattutto in casa gioca molto bene, con impegno, attaccamento e passione. Vuole vincere e lottare: non si può dire la stessa cosa di molte big».

Un temperamento alla base degli scalpi illustri fatti a Cantù e Sassari, che fa della Tesi Group una creatura a immagine e somiglianza del suo timoniere Moretti.

«Paolo lo conosco da tanto tempo- dice Masini- l’ho perfino allenato nella Nazionale Militare, in Cina negli anni ’90. E’ la perfetta espressione di un basket verace come lo è quello che viene dal campo e non dai libri. Chi viene dal parquet è più saggio quando arriva ad allenare perché trasmette ai giocatori i valori che lui stesso ha vissuto»

«La grinta della squadra è la grinta di Moretti» continua Masini, che è stato tra i coraggiosi fautori di Cavrea, un’associazione per l’assistenza e la ricerca medica a favore degli ex atleti che si occupa di monitorare anche il rapporto tra lo sport professionistico ed alcune malattie.

Pistoia- Milano non è solo una partita di basket attesa da 14 anni. Non è solo l’arrivo in città di una parata di stelle, ancora un po’ in cerca della perfetta identità di squadra, ma che rappresentano comunque l’elite del basket attuale: giocatori come Daniel Hackett ed Alessandro Gentile o stranieri come David Moss e Keith Langford. E’ un appuntamento sentito da tutta la città, che grazie ai canestri torna a sfidare le metropoli dello stivale. E Montecatini che fa? I canestri, in passato, sono stati un motore di tutta la provincia. «Montecatini soffre gli errori dell’inizio degli anni 2000- dice senza fronzoli Masini- quando il cambio di gestione da Panati ai successori, ha inciso sull’attività sportiva. Ci sono stati i fallimenti e i guai…”.

Anche Pistoia è risorta dopo un periodo difficile. «Sì ma non è mai fallita- continua il pivot di Montecatini- noi siamo falliti due volte. Cosa ci manca? Un personaggio faro, una guida che investa denaro e passione per iniziare una nuova avventura. Uno come Roberto Maltinti che, dopo la famiglia Carrara, è il basket a Pistoia».

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