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Pistoia

Tra Pistoia e Milano è anche una sfida di tatoo ed hair style

Tra Pistoia e Milano è anche una sfida di tatoo ed hair style

Tatuati e originali, ma soprattutto «solidi ed elastici»: Bongi mette a confronto Washington, Moss, Hackett e Daniel

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PISTOIA. In comune non hanno solo la capigliatura estroversa o la copertina di tatuaggi che gli scolpisce i muscoli: Deron Washinton e David Moss, infatti, sono tra i migliori difensori della Legabasket. Due saracinesche umane, elastiche quanto ruvide da affrontare come ci spiega il viceallenatore biancorosso Fabio Bongi, che lunedì sera si troveranno davanti nell’attesa sfida tra Tesi Group e Armani Milano. Insieme a loro nel gruppo delle “creste” tatuate, incubo non solo dei parrucchieri ma anche dei tiratori del campionato, ci sta a pennello anche Daniel Hackett. A completare il quartetto dei capelloni poi il secondo nome biancorosso lo mettiamo noi: Ed Daniel e la sua chioma anni ’70, chiamato alla prova di maturità contro i lunghi milanesi.

Elastici ma duri. Quello che può sembrare un ossimoro sportivo, è la definizione che Fabio Bongi dà di Deron Washigton (da ieri a riposo fino a venerdì per problemi alla caviglia) e David Moss. «La loro spiccata attitudine difensiva- dice il vicecoach della Tesi Group- è prima di tutto una conformazione fisica. Sono giocatori molto elastici a livello muscolare ma allo stesso tempo solidi, sui contatti non volano mai via. Sono giocatori che non fanno fatica a tenere quella tipica postura difensiva con il ventre abbassato nell’arco dei 24” e non gli pesa tenere le braccia larghe per tutto il tempo dell’azione. Può sembrare banale ma non lo è, se ci pensiamo, per gran parte della giornata tutti noi, teniamo le braccia basse». Poi c’è la tempra dei lottatori. «Lo spirito di sacrificio- continua Bongi- è la loro base di partenza. La volontà è quella che ti fa fare uno scivolamento in più, che tui porta ad un anticipo o una rubata in più. Il discorso è fisico e tecnico: direi che sono “gazzelle” dure».

D come difesa. D come Deron, David e come Daniel (Hackett e Ed). Ma anche come difesa, una specialità di cui Moss è il simbolo assoluto degli ultimi campionati italiani ma dove Washington sta facendo vittime illustri: da Pecile ad Aradori fino a Drake Diener, nell’ultima vittoria contro Sassari. «I risultati positivi- chiude Bongi- fanno sembrare tutto più bello ma Deron, anche nei nostri momenti bui, è sempre stato il miglior difensore in assoluto. È un giocatore che lo riesci a gestire contro 4 quinti, se non contro tutto il quintetto avversario. Moss è un giocatore di sistema, perfetto per squadre di altissimo livello. Milano verrà anche dalla batosta di Coppa Italia, ma Moss resta una di quelle pedine che hanno fatto grande Siena e che, come Hackett e Banchi, sono andati a Milano per ripetere quel progetto vincente».

Elisa Pacini

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