Toscana
Le “punizioni” di Moretti per chi sbaglia i tiri liberi
È Deron Washington il meno preciso della Tesi Group in partita dalla lunetta «Ci alleniamo tanto, chi fa un errore deve scattare dall’altra parte del campo»
PISTOIA. L’arcano del look di Deron Washington è stato risolto. Aveva stupito tutti contro Cantù, con una cresta in stile Boateng, dopo un taglio notevole alle treccine che aveva sempre esibito nella prima parte della stagione. «E’ mia abitudine – dice divertito il numero 12 della Tesi Group – arrivare a metà campionato e cambiare look anche in maniera stravagante: due anni fa, quando ero in Spagna, mi feci una cresta rossa che non passava certo inosservata. Il prossimo sarà Daniel? Abbiamo provato a dirglielo ma non sembra propenso a provarsi degli splendidi capelli che ha». Gossip a parte, già sul Tirreno di ieri avevamo analizzato il momento di Deron Washington attraverso i numeri e, soprattutto, quel che finora non è andato nella sua stagione: la mano che trema troppo ai tiri liberi. Una costante della sua carriera ma che in questi mesi con la casacca della Tesi Group si è acuita ancora di più e che, purtroppo, riguarda anche il resto della squadra.
«Ci alleniamo tantissimo ai tiri liberi – svela Washington – tanto che il coach ci fa fare un esercizio particolare: se ne sbagliamo uno, dobbiamo fare uno scatto da una parte all’altra del campo. Durante la settimana le percentuali sono ottime poi però, in partita, con l’adrenalina che sale, sbagliamo effettivamente troppo, e di questo ne risentiamo. Penso che l’unica soluzione sia continuare a lavorarci, perché solo con l’impegno le percentuali possono salire».
L’altro enigma di questa Tesi Group riguarda il rendimento notevolmente diverso fra le partite casalinghe e quelle in trasferta. Ed anche su questo Washington ha la sua particolare spiegazione.
«Per ora in casa riusciamo a trovare più motivazioni – aggiunge Deron – mentre in trasferta pensiamo esclusivamente a concentrarci sugli aspetti difensivi, così come ci chiede il coach. Questo vale per la squadra ma anche per me, e così si possono spiegare le alternanze di rendimento: mi prendo meno tiri perché l’impegno nell’altra parte del campo è maggiore. Per quanto mi riguarda, comunque, l’applicazione difensiva è sempre la stessa, solo che in casa abbiamo i nostri tifosi che ci danno una grossa mano ed il loro impulso è fondamentale per farci rendere al meglio».
Dopo il big-match contro Cantù, domenica in via Fermi arriva un’altra favorita per lo scudetto, quella Dinamo Sassari che per ora sta viaggiando sull’altalena e si trova solo al sesto posto in graduatoria. E l’ala di Pistoia si ricorda molto bene quel che successe nella partita d’andata.
«Ci dovremo far trovare pronti mentalmente – conclude Washington – perché l’avversario è difficile e verrà qua per prendersi la vittoria. Ci ricordiamo quel che successe a Sassari e, proprio per questo, è un pochino più facile da preparare il match: in Sardegna non eravamo pronti alle bombe di Diener che ci fece malissimo, mentre adesso sappiamo come fermarlo e, per questo, c’è qualche chance in più per ottenere la vittoria. Sicuramente sappiamo una cosa: qualsiasi squadra viene in casa nostra, e le partite con Roma, Bologna e Cantù lo hanno dimostrato, deve faticare oltremisura per riuscire a portar via i due punti. Fortunatamente, per ora, in pochi ci sono riusciti e speriamo di proseguire su questo trend».
Saverio Melegari
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