Il Tirreno

Pistoia

Un super Giarelli e lo Sporting vede la salvezza più vicina

di Lorenzo Mei
Un super Giarelli e lo Sporting vede la salvezza più vicina

Numeri da record contro Alessandria per il giovane capitano «Sono contento, da un po’ non mi esprimevo al meglio»

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MONTECATINI. Per una volta cercare il protagonista della partita vinta domenica dalla Missardi non è un lavoraccio difficile. Il nome di Gabriele Giarelli spunta alla prima occhiata. Ci sono serate in cui, anche prima di andare a controllare le variazioni del punteggio e confrontarle con l’impatto dei giocatori nei minuti in cui sono stati sul parquet, basta la forza delle statistiche per mettere qualcuno sul gradino più alto del podio.

Qualche anno fa, per esempio, succedeva con uno dei migliori americani passati da queste parti: Preston Shumpert. Al 40’ andavi a leggere le cifre e ti accorgevi che, ben al di là del suo atteggiamento tranquillo e del suo gioco sotto le righe, aveva dominato. Proporre un paragone a due categorie (e un continente) di distanza non sarebbe rispettoso della verità, quindi serve un triplo salto mortale all’indietro per non sobbalzare di fronte alle prossime parole, ma una volta fatto questo esercizio, va detto che vedere giocare Giarelli due giorni fa è stato un piacere. Cominciamo dallo scout, appunto: 24 punti segnati, 8/13 da 2, 1/1 da 3, 6 rimbalzi, 3 assist, 4 palloni recuperati, 3 persi, 6 falli subiti, 3 falli fatti. L’indice di valutazione di Lega, che considera solo superficialmente la difesa, fa 36: un dato altissimo.

Alla fine l’ala rossoblù era felice: «Era importantissimo battere Alessandria, che aveva i nostri stessi punti in classifica. La lotta per la salvezza è dura, ma questa avversaria diretta l’abbiamo messa dietro visto che abbiamo anche il 2-0 negli scontri diretti. Sono contento di aver fatto una buona partita, era da un po’ che non riuscivo a giocare come voglio». Giarelli in estate era reduce da una buonissima stagione (ottima la prima parte), tanto che sembrava destinato ad andarsene. Alla fine la possibilità di trovare un accordo per fare il salto di categoria non c’è stata, e “Giare” è ripartito dalla Dnb, con uno Sporting Club di cui, dopo la rinuncia a Gabiele Niccolai, è diventato il capitano, nonostante i soli vent’anni.

Fare una semplice apologia di Giarelli però non sarebbe corretto: in qualche occasione gli si può rimproverare di non sfruttare al 100% il talento che ha, e sta coltivando bene. Naturalmente vale per qualsiasi giocatore, solo che la sua flemma a volte trasmette l’impressione di un acceleratore schiacciato solo per tre quarti, che cozza con la filosofia di Barsotti. Spesso è solo un’impressione, appunto, perché alla fine lo “Shumpert test” è quello che conta: controlli lo scout e ti accorgi che in campo Giarelli c’era, eccome. I margini di miglioramento ci sono anche nei numeri, sia chiaro, soprattutto nella media stagionale da 2 (41%), ma se d’ora in poi piccole noie fisiche e malanni di stagione non lo limiteranno in allenamento, è molto probabile che il dato sia destinato a crescere.

Tornando alla partita con Alessandria, la controprova della prestazione maiuscola è stata la difficoltà che la squadra ha avuto quando, dopo il terzo fallo commesso, il coach lo ha richiamato in panchina: break di 0-10 e ospiti tornati in parità. La scelta era comprensibile, si trattava di non fargli rischiare una quarta penalità che poteva mettere seriamente a rischio la sua partita. E, visto come è andata dopo il suo rientro in campo, forse anche quella dello Sporting.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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