Sicurezza
Le sconfitte in trasferta? Manchiamo d’esperienza
Carrara sicuro: «Salviamoci, poi vinceremo anche fuori casa»
PISTOIA. Bella ed entusiasmante nella torcida del PalaCarrara, incompiuta in trasferta. La sconfitta di Avellino conferma la fotografia di una Tesi Group a due marce: una Ferrari che sa spingere sull’acceleratore tanto da travolgere dirette avversarie e squadre ambiziose sul campo di casa, per poi ingranare una terza tirata di un’utilitaria quando gioca lontano da via Fermi.
Un motore che, alla lunga, non regge le accelerate fatte per rientrare nei giusti binari. Come successo domenica, con la Tesi Group a rincorrere una Sidigas senza due americani (Dean e Richardson non convocati per la scelta punitiva di Vitucci) e a cui non è bastata la “solita” rimonta dell’ultimo quarto.
Per Maurizio Carrara, sponsor e soprattutto tifoso appassionato del Pistoia Basket, non c’è da fare nessun dramma di fronte alle difficoltà esterne. Ma nemmeno accontentarsi di una classifica tranquilla che non deve tarpare le ali a sogni nemmeno tanto impossibili come avvicinarsi alla zona playoff.
Carrara, l’amara sconfitta di Avellino è la riprova di una Tesi Group dal rendimento altalenante tra gare in casa e in trasferta. Qual è la sua sensazione?
Io penso che questa caratteristica sia piuttosto normale per come è stata concepita la squadra. Dalla gara di domenica, secondo me, va preso un aspetto positivo che è la crescita del gruppo, che se la gioca fino alla fine al cospetto di squadre più attrezzate come Brindisi, Caserta e la stessa Avellino.
Rispetto alle prestazioni in casa, vengo all’aspetto negativo, ci manca la convinzione di poter fare risultato. In casa giochiamo con più fiducia, con la consapevolezza di poter raddrizzare le partite anche quelle non incanalate sui binari giusti. Invece nei momenti clou in trasferta tendiamo ad essere istintivi.
Una caratteristica che la preoccupa?
Come dicevo sta nella natura delle cose: per un cammino omogeneo fuori casa, serve una squadra con giocatori che hanno tanti campionati di A1 alle spalle. Qui, a parte Meini e Galanda, non c’è nessuno. Siamo una formazione che viaggia molto sull’onda lunga dell’entusiasmo, siamo una squadra che si accende ed è più facile farlo in casa. Quello che manca non è l’applicazione, né l’impegno, altrimenti non recupereremmo distacchi importanti.
Recuperare 13 punti in trasferta come abbiamo fatto ad Avellino ed arrivare a -1 e poi a -4 senza quell’errore su un canestro già fatto (il contropiede di Wanamaker sul 68- 62, ndr), non è una cosa da poco.
La sconfitta di Pesaro mantiene Pistoia a +8 dall’ultimo posto. Da uomo di società ma anche da tifoso, è giusto “accontentarsi” di questa classifica o bisogna provare a fare qualche passo avanti?
La mia speranza è fare il prima possibile quelle 2-3 vittorie che ci servono per mettersi al riparo nella lotta salvezza. Penso che poi giocando con meno pressione addosso, ne potremo vedere delle belle.
Ricordiamoci però chi siamo: una squadra di otto giocatori, con una società che ha fatto sforzi economici importanti per costruirla. Quindi pensiamo al nostro obiettivo primario, poi penseremo al resto. Certo per come la squadra si esprime in casa, guardare davanti in classifica non è un reato.
L’entrata di nuovi sponsor come Alival, Ipercarne e il contributo maggiore di Neri Sottoli come deve essere interpretato dai tifosi? Come voglia crescere o consolidamento del presente?
Io parlo da sponsor e dico che bisogna apprezzare il lavoro della società per consentire a Pistoia di fare un campionato importante come l’A1.
Non c’è da pensare al cambio degli obiettivi in corsa, ma a consolidare la permanenza della società in questa categoria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
