Con un poker il Quarrata stende la Larcianese
PISTOIA. In Eccellenza il derby del “Raciti” regala una gioia immensa al redivivo Quarrata, che, a sorpresa, soprattutto per il punteggio (4-1), batte la Larcianese, interrompendo la lunga striscia...
PISTOIA. In Eccellenza il derby del “Raciti” regala una gioia immensa al redivivo Quarrata, che, a sorpresa, soprattutto per il punteggio (4-1), batte la Larcianese, interrompendo la lunga striscia positiva dei viola. I giallorossi di Pisciotta mettono la testa fuori dai playout, dove invece resta il PesciaUzzanese, uscito comunque indenne (0-0) dalla trasferta di Cenaia. Ancora peggio va al Monsummano, di nuovo maglia nera del torneo (escludendo la Fortis Lucchese, retrocessa d’ufficio) a causa della pericolosa battuta d’arresto nello scontro diretto in casa del San Marco Avenza (2-1).
Quarrata-Larcianese. In un colpo solo il Quarrata Olimpia vince il derby contro la Larcianese (4-1 il risultato finale) ed esce dalla zona playout che ora dista una lunghezza. Non è stata quindi una domenica qualunque. «A parte la soddisfazione di vincere il derby – commenta Alessandro Brancaccio, che ha segnato la seconda delle quattro reti giallorosse – in questo momento della stagione è importante fare punti per uscire dalla brutta posizione di classifica. E’ stato un successo di rilievo perché abbiamo giocato contro una squadra molto forte che naviga nei quartieri alti».
Il gol di Brancaccio è stato decisivo per l’inerzia del match. Non solo perché ha riportato i giallorossi in vantaggio dopo il momentaneo pareggio avversario, ma perché è arrivato nel migliore momento della Larcianese, appena dopo che gli ospiti avevano colpito due legni. «Ho fatto reti più belle – scherza Brancaccio – ma questa è stata importante. Ho intercettato palla e poi di destro ho calciato rasoterra. Il portiere ha preso male le misure e la palla è finita in rete».
La classifica del Quarrata è migliorata e per Brancaccio può migliorare ulteriormente. «Penso – conclude il centrocampista classe ’83 – che se giochiamo con questa grinta possiamo toglierci delle soddisfazioni».
La trasferta di Quarrata risulta fatale alla lanciata compagine di mister Tognarelli. Intanto si ferma a 516 minuti il periodo d’imbattibilità della porta viola ed allo stesso tempo si interrompe la serie utile di risultati (otto) ottenuti da Cardillo e compagni. Resta la quarta piazza e la distanza immutata dal Castelnuovo Garfagnana, terzo della fila.
«Può far male il passivo finale – esordisce Paolo Tognarelli – ma con tanti anni di calcio sulle spalle posso tranquillamente dichiarare che quando arriva il momento di perdere non esistono contro misure di sorta. Inutile giocare bene e creare occasioni. Il Quarrata ha fatto la sua buona partita, non sciupando niente ma francamente ho poco da rimproverare ai miei ragazzi. Nel finale ci siamo un po’ disuniti ma il destino del match era ormai segnato».
Semmai la Larcianese, e questo il condottiero dei viola non lo dice, ha pagato la domenica poco felice del portiere Colombo. «Si perde e si vince tutti insieme – taglia corto il trainer pisano – Questa sconfitta non cambia i nostri obiettivo. Sarei stato preoccupato solo se il campo mi avesse dato altre risposte».
Pesciauzzanese. Alla luce dell’ottima prova di squadra e del punto pesante preso nella tana del Cenaia, l’unica cosa che stona, in ottica nerarancio è la classifica. E non è cosa da poco. Il San Marco coi tre punti presi al Monsummano è ora a quattro punti dal PesciaUzzanese mentre davanti a Cerri e compagni, Quarrata e Pro Livorno hanno conseguito successi fondamentali in chiave salvezza. Tuttavia il pensiero del tecnico Riccardo Agostiniani è sul positivo andante.
«Per fare il salto di qualità e toglierci dai guai – sostiene – occorre solo una vittoria che mi auguro arrivi il prima possibile. Devo dire che nonostante un calendario davvero proibitivo in questa prima parte del girone di ritorno la squadra, rivista e corretta nel mercato invernale, è competitiva, gioca col piglio giusto, ed ha imparato ad usare la sciabola al pari del fioretto. Si è calata insomma in quella che è la nostra attuale situazione. Ci manca ancora l’istinto killer, il guizzo vincente, lacuna evidenziata anche da questa trasferta pisana. Ma ci stiamo lavorando. Lo dimostra la bontà del nostro gioco e le occasioni che creiamo».
Monsummano. Dal paradiso all’inferno senza ritorno. I nove minuti finali del delicato spareggio salvezza di Avenza, recupero compreso, fanno passare il clan amaranto dalla gioia più grande allo sconforto assoluto. La rete di Gamba segnata all’84’ sembrava l’episodio giusto a far cambiare l’inerzia della stagione ma così non è stato. «Quando ho visto la palla entrare – confida Ranieri – ho mandato subito a scaldare Scotece e Mancini per blindare la vittoria. Però non ho fatto in tempo perché , rimessa la sfera al centro, il San Marco ha pareggiato ed un secondo prima del triplice fischio è arrivata la beffa del 2-1».
Un convulso finale dunque dove forse è venuta meno l’esperienza dei veterani in fatto di gestione del match, in una contesa che sotto il profilo del possesso palla e delle opportunità create il Monsummano è stato superiore agli avversari. «Purtroppo, e lo sottolineo per l’ennesima volta, non la mettiamo dentro neppure con le mani – ammette Ranieri – e questo è un difetto che ci portiamo dietro dall’inizio del torneo. Avevamo lavorato sodo e bene in questi 15 giorni senza gare, preparando la sfida nei minimi dettagli. Non è servito a niente». (l.b.-r.g.)
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