Gioco
La furia di mister Morgia per lo stadio quasi deserto
«La città non si stringe intorno alla squadra come succede ad Arezzo e Foligno Così la Pistoiese non riuscirà a vincere il campionato, da soli non ce la faremo»
PISTOIA. E’ già capitato altre volte in questa stagione che in casa Pistoiese non ci si possa godere fino in fondo una vittoria. Era successo con lo Scandicci, succede di nuovo con la Colligiana, in una domenica che regala un tentativo di mini-fuga sulla Pianese che, pareggiando, scivola a -4. L’argomento di discussione riguarda lo scarso interesse che, secondo mister Morgia, si respira intorno all’ambiente arancione, dimostrato dal dato degli spettatori: 450 paganti sono davvero pochi per chi, da settembre, è in testa al campionato e sta lottando per la promozione in Lega Pro.
«Non voglio stare zitto perché mi conoscete e dico sempre quel che penso – attacca a spron battuto Massimo Morgia – Parto col ringraziare i ragazzi della curva Nord, che ci hanno incitato dall’inizio alla fine, ma per essere primi in classifica continuiamo ad essere troppo pochi. Avevo la speranza, dopo gli oltre 2.000 spettatori contro l’Arezzo, che si potesse tornare perlomeno su quei numeri... Non è questa l’aria che ci serve per vincere il campionato. Io non so più cosa fare, mi sono ridotto a stare a ore su Facebook ad avvicinare la gente, e poi queste sono le risposte: ad Arezzo c’è entusiasmo, a Foligno idem, così come in casa della Pianese. Ogni giorno qui tutti danno il massimo e vorremmo che lo stadio fosse pieno ed invece non vedo la città che si stringe intorno alla squadra».
Morgia è davvero un fiume in piena e, come spesso gli succede, non risparmia critiche verso nessuno dando un avvertimento a tutto l’ambiente.
«La squadra a questo punto della stagione potrebbe essere stanca – prosegue il tecnico della Pistoiese – e senza l’aiuto di tutti vuol dire che a Pistoia la serie C non interessa. E’ un dato sul cui riflettere e magari farci pensare se, dalle prossime partite, gettare nella mischia qualche giovane in più e vedere quel che succede. Ci piacerebbe vedere un ambiente positivo, che ci segue e ci incita perché ci serve molto più entusiasmo, visto che la squadra da sola non ce la farà mai».
Solo alla fine, una piccola riflessione su quel che è stato il 3-0 nei confronti della Colligiana. «Nel primo tempo abbiamo concesso qualche contropiede di troppo, ed era un qualcosa che temevo, perché nel calcio, se non riesci a chiudere le partite, puoi rischiare di prendere dei gol banali. Così come mi dispiace per aver sbagliato sei-sette palle gol nel primo tempo: in genere sono errori che non facciamo. Però, dopo il gol in apertura di ripresa non abbiamo più rischiato niente».
Saverio Melegari
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
