La protesta
Sempre in partita anche con la corazzata Cantù
Meini protagonista di una gara coriacea su Gentile: «Brutte percentuali ai liberi ma bene rimbalzi e valutazione finale superiore ai lombardi». Il grazie di Maltinti
PISTOIA. “Veni, vidi, vici”. Il famoso motto romano (“Venni, vidi, vinsi”) scritto sulla maglietta con cui Guido Meini si presenta in sala stampa sembra dedicata a Cantù arrivata da capolista e inchinatasi alla Tesi Group formato PalaCarrara. Una squadra che non molla mai, tanto da sgonfiare la prima della classe con la sua grinta e il suo orgoglio. «Dopo una gara così- dice il play biancorosso- ci sono tante considerazioni da fare. Quella che mi viene per prima è che, al di là del risultato positivo, abbiamo fatto un passo avanti importante, perchè con squadre di questo tipo abbiamo sempre fatto fatica. Invece siamo riusciti a rimanere lì nei primi 30' e poi siamo stati bravi e fortunati a riportarla a casa. Ripeto abbiamo fatto un passo avanti, proprio per il valore dell'avversario».
Meini guarda le statistiche e sorride perchè i numeri non sempre dicono la verità. «Abbiamo vinto tirando con il 25% da tre e il 58% ai liberi- dice il regista pistoiese- sembrerebbe quasi un miracolo ma così non è così, perchè poi vedi i rimbalzi (45- 34 per Pistoia) e la valutazione finale (93- 63) e vedi che abbiamo prodotto più di loro». In sala stampa irrompe il presidente Maltinti che, come suo solito, non riesce a contenere la sua gioia. Va da Meini, gli dà un bacio sulla guancia da babbo e poi dice «grazie per quello che fate. È dal '70 che vedo questo sport e non avevo mai visto una gara così».
Una gara che può avere tante immagini simbolo: gli schiaccioni di Washington e Johnson, i guizzi di Wanamaker, i missili glaciali di Gibson ma anche la difesa da mastino su Stefano Gentile, a cui ha fatto perdere un paio di palloni, innervosendolo in un finale in cui il primogenito di Nando ha voluto forzare diversi tiri da tre. «Ho cercato di incidere lì- dice Meini- visto che in attacco non trovavo soluzioni. Sapevo che così lo potevo mettere in difficoltà e sono contento che sia servito ad accendere la scintilla alla mia squadra». Con un inizio così esplosivo, il girone di ritorno della Tesi Group promette scintille. «Cosa mi aspetto?- dice il play pesciatino- di giocarlo con il coltello tra i denti come abbiamo fatto finora. Dobbiamo continuare a lavorare con la consapevolezza che le armi che abbiamo sono utili contro tanti se non tutti. Abbiamo fatto un passettino, vincendo contro la capolista ma dovranno arrivare Milano, Sassari e dobbiamo andare ad Avellino. Questa prima parte in particolare sarà lunga e difficile».
Elisa Pacini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
