Il Tirreno

Pistoia

Tesi Group pronta a spiccare il volo ma restando bassa

di Saverio Melegari
Tesi Group pronta a spiccare il volo ma restando bassa

Capitan Gek Galanda fa un bilancio del girone di andata e invita a non guardare troppo avanti: «Pensiamo a Cantù»

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PISTOIA. Una settimana particolare quella che sta vivendo la Giorgio Tesi Group. I giocatori si sono stretti intorno a coach Paolo Moretti, che ieri non ha diretto l’allenamento (così anche oggi) a causa dell’improvisa scomparsa del padre, e questo pomeriggio tutta la squadra sarà ad Arezzo al fianco del suo condottiero per partecipare ai funerali. Giorni tristi visto che è scomparso anche il nonno del terzo allenatore, Cristiano Biagini, alla veneranda età di 100 anni.

«Tutti noi abbiamo vissuto situazioni del genere – afferma il capitano Gek Galanda – e quindi non possiamo che essere vicini a Paolo: lo abbiamo saputo in maniera improvvisa e vogliamo essere al suo fianco per fargli sentire quanto ci teniamo. Proprio per questi motivi, credo che la concentrazione durante gli allenamenti sarà ancora più alta».

Ma la chiacchierata di metà settimana con il capitano della Tesi Group serve anche per ripartire dopo il ko di Caserta, nel quale i biancorossi hanno fatto senz’altro dei passi indietro, ma anche per tracciare il bilancio del girone d’andata di Pistoia, chiuso a 12 punti ed in maniera comunque positiva.

Ripartiamo da Caserta: la sensazione è stata quella di una Pistoia scarica e non al top della forma. E’ così?

«Non abbiamo giocato bene, e senza quella freddezza necessaria per riuscire a portarla a casa, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti difensivi, visto che Caserta ha sempre trovato soluzioni buone senza comunque fare giocate eccellenti. E’ stata una trasferta faticosa in pullman, venivamo da un periodo con tante partite casalinghe e forse non eravamo ben sintonizzati: a Caserta tutti vanno in difficoltà e se non giochi al 100%, come fatto a Montegranaro, puoi perdere».

Sei vittorie e nove sconfitte in 15 partite: considerato che qui ci si deve salvare, è andato bene questo girone d’andata?

«Sicuramente positivo, ma non abbiamo fatto ancora nulla. Diciamo che siamo al punto giusto per spiccare il volo ed ingranare in maniera definitiva. L’importante sarà riuscire a mantenere la giusta intensità in ogni gara e non come è successo a Caserta. Rispetto all’inizio abbiamo costruito una nostra identità, perché ci siamo compattati come gruppo, e grande merito va dato alla società che, nonostante i primi risultati negativi, ha creduto nelle scelte fatte in estate: e alla fine questa fiducia è stata premiata con sei vittorie, che non sono poco. L’importante, adesso, è non guardare troppo avanti ma pensare soltanto a Cantù e non al fatto che Pesaro è indietro otto punti».

Ed il girone d’andata di Gek Galanda come va valutato?

«Il mio giudizio è relativo perché l’importante è riuscire a dare il miglior apporto possibile alla squadra. Di sicuro ho dei limiti, visto che vado per i 39 anni, però in questo team cerco di essere il tattico a disposizione della fisicità di tutti i miei compagni, e voglio svolgere al meglio questo ruolo».

Domenica arriva Cantù per aprire un girone di ritorno da “grandi firme” in via Fermi: Pistoia se la può giocare?

«Cantù è una squadra che mi piace molto perché è solida, gioca senza troppi fronzoli ed infatti è prima. Ma non per questo partiamo battuti in partenza perché, rispetto alla partita d’andata, noi siamo cresciuti, così come loro, ma i nostri margini sono ancora più grandi di quelli di Cantù. Penso che ce la possiamo giocare: sulla carta siamo pronti, c’è da trovare la serata giusta e magari non quella perfetta dei nostri avversari».

Ultima considerazione, sui Daspo di questi giorni ai tifosi: che ne pensa il capitano?

«Da parte delle istituzioni è giusto che si educhi al buon comportamento dei tifosi in luoghi pubblici, però bisogna anche essere giusti nel metro di giudizio in qualsiasi campo e non di più da una parte e meno dall’altra. Sono dell’idea che il tifo lo si debba fare per la propria squadra e finché c’è goliardia sono il primo a divertirmi ma se si passa alla cattiveria non mi piace. Ci sono anche le multe ma, nonostante magari siano colpa di qualcuno, poi le devono pagare le società, e li ci puoi fare poco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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