Il Tirreno

Pistoia

Tesi già salva? E’ presto ma lavoriamo bene

di Elisa Pacini
Tesi già salva? E’ presto ma lavoriamo bene

Il ds Iozzelli: «Daniel in crescita, e Gibson può essere decisivo»

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PISTOIA. Se da Caserta l’ambiente bianconero esulta per la vittoria contro la Tesi Group che mette la salvezza nel mirino della squadra di Molin, ora a 14 punti, i 12 dei biancorossi sono comunque un bottino rassicurante. Classifiche a confronto, la storia degli ultimi cinque campionati dice che chi ha girato a 12 punti, si è sempre salvato. Ma oltre ai numeri, a confortare il pubblico pistoiese che aspetta la visita al PalaCarrara di tutte le big nella prima parte del girone di ritorno (ad iniziare dalla sfida di domenica con Cantù), c’è una squadra che ancora può salire qualche gradino. Ne è consapevole anche il diesse Giulio Iozzelli con cui tiriamo le somme dopo le prime 15 gare di A1 tra sorprese e speranze, guardando a 360° al panorama biancorosso.

Diesse, la storia parla chiaro: chi ha girato a 12 in passato si è sempre salvato. Siamo a metà dell’opera?

È un dato parziale, come tutti quelli del girone d’andata, ma è un dato da cui ripartire. Nella seconda parte, tutte le squadre sono più rodate, molte squadre sono già state modificate e altre lo saranno nei prossimi giorni. È sempre difficile dire se sarà più leggero o più pesante dell’andata. Ma per noi il cammino fatto fin qui è stato importante e anche inatteso.

Alla luce della crescita della squadra, quanto pesa la sconfitta di Caserta in una gara alla portata dei biancorossi?

Caserta rispetto a noi ha più solidità ed esperienza in alcuni giocatori che non regalano, che non fanno cose banali nei momenti caldi come continuiamo a fare noi. Abbiamo fatto dei progressi in questo senso ma non abbastanza per vincere certe gare. Siamo ancora troppo istintivi e poco concreti, una caratteristica figlia delle fisionomia di questa squadra giovane ed inesperta.

Tra i cinque americani, chi l’ha più sorpresa e da chi tuttora si aspetta di più?

Direi che ho visto progressi tangibili in tutti. Nelle ultime gare chi aveva destato più perplessità era e ha risposto in maniera concreta, è stato Daniel. Ma le buone prove dell’ultimo mese non possono rappresentare per lui un punto di arrivo. Chi ancora non ha espresso tutto il suo potenziale forse è Gibson che, secondo me, ha tutte le caratteristiche per stare ad alti livelli in Europa.

Cortese si sta giocando bene l’opportunità data da Pistoia di ripresentarsi in A1. Come giudica il girone d’andata dei tre italiani confermati?

Meini e Galanda hanno risentito di problemi fisici che spesso hanno condizionato il loro rendimento, comunque in crescendo. Direi che la scelta di puntare su questi tre giocatori è stata azzeccata. Meini e Galanda, oltre al contributo in campo, sono stati indispensabili per creare il clima positivo. Quando hai 5 americani nuovi, non è facile fargli capire l’importanza della dedizione al lavoro. Ancora non lo si è capito del tutto: non tanto per l’impegno che non manca mai quanto per l’attenzione a quei particolari decisivi per vincere partite come quella di Caserta.

Tra rinforzi e scambi, molte squadre sono tornate sul mercato. Pistoia è alla finestra?

Siamo attenti a quello che succede ma, come ho già detto più volte, andremo avanti così. Le occasioni il mercato le ha già presentate ma le abbiamo rifiutate per motivi economici.

Ultima domanda: quanto è contenta la società della chiamata azzurra di Saccaggi che con 18 punti è stato protagonista della vittoria- salvezza di Forlì su Napoli domenica scorsa?

Lorenzo è l’esempio che il lavoro e la voglia possono essere determinanti. Ha fatto una scelta rischiosa, andando in una squadra non di grande talento per giocare e finora ha avuto ragione. Se si mette nella testa che si può sempre migliorare, a 21 anni, può crescere ancora molto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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