Il Tirreno

Pistoia

Anche fuori casa possiamo dar fastidio alle squadre più forti

di Federico Guidi
Anche fuori casa possiamo dar fastidio alle squadre più forti

Coach Barsotti: «Abbiamo tenuto testa alla Bakery Piacenza Traditi solo dalle ingenuità di una squadra giovane»

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MONTECATINI. Nonostante la sconfitta rimediata a Piacenza il bicchiere della Missardi è mezzo pieno. Del resto la formazione montecatinese è andata a giocare fuori casa con lo spirito battagliero e per 35 minuti ha tenuto testa ad avversari superiori per talento e qualità del roster, reduci da ben cinque vittorie consecutive.

Da rivedere invece gli ultimi 5 minuti quando, complice qualche blackout dei termali, la gara ha preso nettamente la via dei locali. Nella sua analisi post partita l’allenatore dei rossoblù, Federico Barsotti, prova a riavvolgere il film della gara, cercando di coglierne gli aspetti più significativi.

«È stata una buona prova, abbiamo giocato a viso aperto contro un avversario attrezzato e per quello che conta gli abbiamo messo una gran paura. Piacenza ha avuto un avvio forte e inaspettato per quelle che sono le loro caratteristiche, abbiamo subìto un parziale di 10-0 che poteva già indirizzare la gara ma nel time out ho detto alla squadra di tenere duro e infatti siamo rientrati sul finire del primo quarto», racconta il coach dei rossoblù.

«Poi - prosegue - è stato un testa a testa, nel secondo periodo si è segnato tanto e abbiamo accettato la sfida a viso aperto e su ritmi alti, esponendoci anche a qualche errore di troppo».

Proprio come a inizio match, anche al rientro dagli spogliatoi Montecatini ha sofferto l’approccio tosto dei rivali e nonostante la rimonta negli ultimi cinque minuti l’esperienza e il talento della Bakery è venuto fuori, consegnando il successo ai locali.

«Nel terzo periodo loro sono partiti forti e noi no –spiega ancora Federico Barsotti- I nostri avversari sono andati anche sul +16 ma noi abbiamo avuto la forza e la lucidità per rimetterla in piedi con una difesa tostissima, tra l’altro senza l’ausilio di una delle nostre armi più importanti, ovvero il tiro dalla lunga distanza.

Poi sul -3, con uno sfondamento subìto da Russo, c’è stato un time out e abbiamo preso un tecnico per un colpo alla panchina dato da uno dei ragazzi, ci sono state alcune azioni confusionarie, loro hanno preso coraggio, segnato alcuni canestri che gli hanno fruttato un buon vantaggio e poi hanno abbassato il ritmo per gestire il finale».

Da questa sconfitta bisogna prendere il buono, cercando di capire però che alcuni errori e disattenzioni, di qui in avanti, costeranno sempre molto cari e dunque anche per una squadra giovanissima come lo Sporting è arrivato il momento di far fruttare l’esperienza e il lavoro fatto fino ad oggi.

«Le sensazioni a gara finita sono quelle di grande orgoglio e di rammarico, alcune ingenuità dobbiamo iniziare a evitarle, perché ora ci sono le possibilità per farlo: abbiamo una nostra precisa identità e abbiamo visto che possiamo dare filo da torcere fuori casa anche alle più forti compagini del campionato –conclude Barsotti- Non guardiamo la classifica ma pensiamo ad una gara alla volta, cercando di continuare il buon lavoro che stiamo facendo».

Il messaggio è chiaro, le prossime due sfide casalinghe sono test decisivi da non sbagliare perché la salvezza passa dal PalaTerme e Barsotti non accetta più come giustificazione la giovane età della compagine montecatinese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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