Gioco
Il PalaMaggiò trascina Caserta Attenta Pistoia
Vincenzo Esposito, casertano doc avverte Tesi: Il fattore campo qui è determinante
PISTOIA. Del campo dove Pistoia sarà di scena domenica, è stato il beniamino per anni. Lui è Vincenzo Esposito, genio e sregolatezza del basket italiano, uno dei simboli di quel “miracolo” che fu per molti lo scudetto della Juve Caserta nel in 1991, uno dei pochissimi tricolori della pallacanestro italiana vinti a sud della capitale. Il “miracolo” in verità arrivò grazie ad una squadra da sogno con l’anima di casertani doc come lui, protagonista poi a Pistoia nella stagione 1997/ 1998, Nando Gentile e coach Franco Marcelletti. Con "El Diablo” abbiamo giocato in anticipo la sfida Pasta Reggia- Tesi Group di domenica, anche perché lui nelle ultime settimane è tornato a far parlar bene di sé con il ritorno in campo a quasi 45 anni (li compirà il 1 marzo) da allenatore- giocatore di Imola.
Esposito, il girone d’andata della Legabasket si chiude con una gara a lei cara come Caserta- Pistoia. Una sfida molto pesante in chiave salvezza…
Io seguo da lontano il campionato di A1: a Caserta sono legato per ovvie ragioni, a Pistoia ho molti amici come Paolo Moretti e Giulio Iozzelli. Sarà una bella sfida ma non sarà decisiva per la salvezza, il campionato è ancora lungo. Per me la favorita però è Caserta per il fattore campo. È molto più pericolosa quando gioca in casa, come Pistoia del resto perché in questi campi si respira passione ed emozione.
Cosa vuol dire giocare al PalaMaggiò?
Per me, da casertano, è sempre stato il massimo. È un palazzetto dove non ci sono mai meno di 3000, 3500 persone e la squadra di casa sente tantissimo questo entusiasmo. Penso che sia affascinante anche per gli avversari, ma è chiaro che contro si vive con un po’ di timore e soggezione in più.
Cosa pensa della crescita della Tesi Group e del suo gruppo di americani?
Per squadre costruite con budget ridotti come Pistoia, ma anche Caserta, è decisivo indovinare gli americani e creare un gruppo unito per fare un buon campionato. È normale che tutto ciò richieda mesi di lavoro penso che in questo senso entrambi i coach stiano facendo un buon lavoro.
Veniamo a lei. Dica la verità...il campo le mancava troppo?
Assolutamente no (ride, ndr). La situazione economica di Imola (fanalino di Legadue Gold, ndr) non ci permette di tornare sul mercato, abbiamo due titolari fuori per infortunio e così ho preso questa decisione. Io sono molto legato a questa società e questa città (dove vive da anni con la famiglia, ndr) e voglio far di tutto per provare a salvarla. Sinceramente erano quattro anni che non facevo attività fisica ma ho voluto dare una mano ad un gruppo psicologicamente allo sbando ed un minimo di reazione c’è stata.
Intanto domenica contro Capo d’Orlando ha segnato 14 punti e smistato 5 assist. C'è un Esposito tra i giocatori di oggi?
Ci sono tanti italiani interessanti ma è un errore cercare l’Esposito, il Myers e il Pozzecco di oggi. Giocatori così non esistono anche perché il sistema li blocca sul nascere. Teniamoci stretti i prospetti che abbiamo: da Aradori a Datome al vostro Cortese e puntiamo su di loro.
Tra gli avversari di Imola alla salvezza c’è Lorenzo Saccaggi, che Pistoia ha dato in prestito a Forlì, fresco di convocazione azzurra…
Saccaggi viene da un ottimo campionato con Pistoia ma non era pronto all’A1. Condivivo la scelta della società di fargli fare esperienza in una squadra dove gioca tanto, per poi ritrovarlo pronto il prossimo anno.
Elisa Pacini
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