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È Carlo Bigoni il capocannoniere d’Italia
Con 18 gol segnati in 18 partite il bomber della Pistoiese sta facendo meglio anche dei professionisti della serie A
PISTOIA. E’ l’uomo copertina della Pistoiese dei record perché una media gol come la sua, vale a dire un timbro ogni 90’ esatti, non ce l’ha nessuno, in serie D e nemmeno nei campionati professionistici italiani. Parliamo di Carlo Bigoni, l’uomo dei 18 gol in 18 partite, che sta dominando, e non potrebbe essere altrimenti, la classifica cannonieri del girone E ma non solo: le sue reti sono state finora fondamentali per i successi degli arancioni e, vista la sua permanenza in via delle Olimpiadi già da tre stagioni, è entrato anche nella top ten di tutti i tempi della storia della Pistoiese. Con 33 gol, infatti, si trova al decimo posto con Innocenti (35) e l’ungherese Nekadoma (38) ad un tiro di schioppo: l’idea, ovviamente, è di salire ancora più in alto.
Con Carlo Bigoni ripartiamo dallo scoppiettante 1-5 di Bastia: tutto fin troppo facile, tanto che il secondo tempo è stato qualcosa in più di un allenamento e basta?
«Devo dire che una partita già chiusa dopo mezz’ora non ce l’aspettavamo nemmeno noi quando l’abbiamo preparata in settimana. Siamo riusciti subito a fare gol e tutto ha girato per il verso giusto: a quel punto la strada era decisamente in discesa ed è stato facile gestire. Di sicuro noi volevamo dare un segnale e cioè che durante le vacanze la Pistoiese aveva lavorato bene, non era sazia e voleva ripartire al massimo. Direi che ci siamo riusciti».
La media-gol di Bigoni è impressionante: dopo la prima giornata del girone di ritorno siamo ad una rete a partita. E’ dura continuare così?
«Arrivare in fondo con questi numeri penso sia pressoché impossibile, però per me quel che conta è guardare la classifica la prima domenica di maggio e vedere che siamo primi e promossi. Se poi ci saranno altri gol di Bigoni meglio per me, ma non sono lì a fasciarmi la testa».
Fra l’altro è entrato fra i primi 10 marcatori di sempre della Pistoiese: orgoglioso di questo risultato?
«Quando me l’hanno detto qualche settimana fa non volevo nemmeno crederci, adesso però dopo ogni rete vado a vedere se è cambiato qualcosa in quella particolare classifica. Questa cosa mi inorgoglisce molto e mai me la sarei aspettata: adesso che ci sono, però, voglio arrivare il più in alto possibile per rimanere nella storia di questa società».
Quanto crede nella promozione?
«Tanto, per tutta una serie di motivi. Il primo è perché oramai sono qui da tre anni e ho vissuto varie fasi, anche complicate, ed ora finalmente stiamo raccogliendo i frutti di un grande lavoro. Il secondo è per me: sono arrivato a Pistoia da Carpi dopo aver assaporato il professionismo ed è lì che voglio tornare con questi colori».
Domenica arriva l’Arezzo per un match decisivo: che partita sarà?
«Innanzitutto ci sarà un fascino diverso per la cornice di pubblico e per l’attesa che c’è. Il risultato positivo è fondamentale, però in caso di sconfitta saremo sempre primi, mentre se l’Arezzo perderà probabilmente uscirà dal discorso promozione e quindi sono loro che andranno in campo con maggiori pressioni addosso».
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