Sicurezza
Il tiro di Johnson: mano, cuore e grande talento
Moretti: «Abbiamo fatto un miracolo, senza rubare nulla. Il black out contro la loro zona poteva costarci caro, per fortuna abbiamo saputo reagire»
PISTOIA. Il canestro decisivo di Jajuan Johnson è - parole di Moretti - una magia di «mano, talento, cuore di uno dei maggiori talenti biancorossi».
«Abbiamo fatto un miracolo, ma non abbiamo rubato niente», dice il mister in sala stampa. Moretti ha «perso dieci anni di vita e venti chili messi su durante le feste». L’ironia non gli difetta e nemmeno la solita lucidità nell’analizzare una partita memorabile per i tifosi pistoiesi, vinta all’ultimo secondo grazie al miglior realizzatore di questo scorcio di campionato, sino a quel momento a dire il vero piuttosto in ombra.
«Abbiamo avuto un black out contro la zona tattica di Bologna - afferma Moretti - una flessione sicuramente dovuta ai meriti della Granarolo, che ci ha messo in difficoltà fermando il nostro flusso offensivo. I primi 20’ sono stati ottimi, anche poco fedeli del lavoro fatto. Penso alle due palle perse e ai cinque-sei tiri liberi sbagliati che avrebbero potuto mandarci negli spogliatoi con un vantaggio più ampio di 9 punti. Nel terzo quarto - prosegue - ho dovuto spendere due time out, ma era necessario. La partita ci stava sfuggendo di mano. Abbiamo sofferto in difesa, riuscendo però a rimanere in partita fino alla magia di Johnson».
A cosa è stato dovuto il black out? «Abbiamo perso fluidità, pochi passaggi...giocavamo a ritmi bassi. Con i loro totem in area diventava difficile trovare buoni varchi. Appena abbiamo ripreso velocità siamo andati meglio. Dovevamo “riaccendere la luce”».
La vittoria contro Bologna, una nobile del basket italiano, è la sesta in campionato. Moretti continua a fare lo scaramantico, nonostante gli evidenti miglioramenti della squadra: «Ce ne mancano quattro per stare tranquilli. Vincere stasera (ieri, ndr) era importante perché stiamo affrontando un ciclo durissimo, con formazioni che lottano per i primi posti. Potrà bastare oppure no, però dobbiamo dare tutto. La squadra adesso ha una sua identità».
Bologna gli ha dato la sensazione «di tenere le armi pronte in vista della seconda parte della gara. Era come se ci volesse lasciare sfogare. Stava per vincere, ma abbiamo avuto la forza di reagire».
A Bologna Moretti ha giocato quattro anni: «Una parentesi fantastica, che ricordo con affetto e nostalgia. Il tempo ha lasciato spazio all’oggi, ed è un oggi molto bello. Un’altra vittoria contro una grande».
Tiziana Gori
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