Il Tirreno

Pistoia

Blackout decisivo nel secondo quarto

di Tiziana Gori
Blackout decisivo nel secondo quarto

Moretti: «Dopo un ottimo inizio Roma è salita in cattedra»

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PISTOIA. «La fine del secondo quarto è stato un momento estremamente negativo per noi. È realistico, non riduttivo, definirlo cruciale nell’incontro».

Paolo Moretti maledice il blackout che ha colpito la squadra, avanti per 30-27, al 3 minuto del secondo quarto. In quel momento, dice con semplice concretezza il coach rispondendo alle domande dei giornalisti in sala stampa «si sono viste le differenze tra una squadra costruita per lottare a certi livelli e una che ha l’obiettivo della salvezza».

Moretti avrebbe voluto regalare un fine anno strepitoso ai quattromila tifosi del PalaCarrara. Un degno finale a un anno da incorniciare, che ha avuto il suo culmine in una promozione nella massima serie tanto inaspettata quanto meritata.

Le due vittorie consecutive in quattro giorni avevano galvanizzato l’ambiente, soprattutto perché erano figlie di miglioramenti evidenti nei singoli e nel gioco di squadra. Forse l’unico a restare coi piedi per terra era proprio Moretti, consapevole dei progressi dei suoi americani ma anche della forza di Roma, che con Hosley, Taylor, Goss e l’ex Bobby Jones punta diritto a un nuovo playoff per lo scudetto.

Eppure questa Tesi Group ha stupito per 13’ anche la forte Acea. «Abbiamo avuto - afferma Moretti - un ottimo impatto sulla partita: dal punto di vista tecnico, tattico, fisico, in quasi tutti i giocatori. Al 13’ eravamo anche in vantaggio. Poi siamo stati protagonisti di un gravissimo blackoutche ci ha fatti andare sotto».

La sensazione è stata quella «di un cazzotto nello stomaco. Sentivamo che potevamo giocarcela, e invece ci siamo guardati negli occhi negli spogliatoi ed eravamo sotto di 15 punti (36-51, ndr)».

La sensazione di stare imbarcando la prima sconfitta casalinga della stagione si è fatta quasi certezza al rientro sul parquet: «Ho cambiato tutto quel che era possibile cambiare, ma l’inerzia è rimasta dalla parte di Roma».

Poi, la speranza. Ha i contorni degli ultimi 10’, ha la faccia un po’ strafottente di una Roma che si sentiva già vittoriosa, aveva messo in panca Hosley e girava a ritmi ridotti. «Noi invece - spiega Moretti - ci siamo riaccesi, sono ricomparse l’energia e la voglia di sacrificio. C’è stata una reazione d’orgoglio, utile almeno a tenere in ansia i nostri avversari sino alla fine. Il nostro pubblico se lo meritava. Non siamo riusciti a dar loro una grandissima vittoria, ma credo sia stato apprezzato il nostro impegno».

Nel 15’ in cui Roma ha costruito la vittoria «è venuta fuori - afferma Moretti - la differenza tattica tra due squadre: una proiettata all’Europa, e una con altri obiettivi. Loro hanno avuto la possibilità di cambiare faccia tecnica alla partita, noi no. Possiamo sostenere un lungo, due lunghi, due piccoli, ma non cinque piccoli. In più - dice spendendo parole di elogio per la truppa di Dalmonte - Roma ha giocato un bel basket: vero, efficace, che c’ha fatto male e ha creato un break decisivo».

Una nota positiva nella serata c’è: la consapevolezza che Roma sia arrivata al PalaCarrara temendo Pistoia: «Ne sono orgoglioso, perché loro sono veramente una bella squadra, che per 30’ ha giocato un bel basket. La partita ci è sfuggita di mano, e nel quarto tempo qualche giocatore si è un po’ spento. Jajuan Johnson non si allena da 14 giorni, Giacomo Galanda ha giocato 3 partite in una settimana, era prevedibile un po’ di calo fisico. Una cosa che siamo riusciti a mascherare per 15’. Complimenti a Roma, e bravi comunque a noi. Credo che abbiamo onorato questo bellissimo pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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