Sicurezza
Per la Pistoiese di Morgia un 2013 record
Solo vittorie e pareggi in campionato in mezzo a 2 ko: nei playoff a Santhià e in Coppa Italia contro la Lucchese
PISTOIA. Fatiche letterarie a parte, con il suo il libro uscito per queste vacanze di Natale, da oggi Massimo Morgia si rituffa a capofitto sulla realtà calcistica di una Pistoiese leader incontrastata del girone E di serie D. Da questa mattina, i giocatori arancioni torneranno ad allenarsi con una doppia seduta per smaltire i postumi di panettoni e spumante ed iniziare a mettere nel mirino la partita del 5 gennaio a Bastia Umbra, prima giornata del girone di ritorno. Per prepararla al meglio, domani la Pistoiese giocherà alle 15 un’amichevole al “Melani” contro il Ghivizzano, formazione di Eccellenza, con ingresso libero.
Ma a questo punto dell’anno è anche tempo di bilanci per il “baffo” arancione, arrivato a febbraio dopo l’esonero di Gabbanini e subito entrato nei cuori e nelle simpatie dei tifosi. Uno sguardo indietro per un 2013 davvero incredibile, che si conclude con un unico cruccio: non aver ancora convinto del tutto i pistoiesi a tornare allo stadio.
Mister, partiamo dal passato recente, e cioè dal 2-0 di domenica scorsa a Foligno: che importanza dà a questo risultato?
«Oltre il successo, fondamentale, c’è un aspetto che mi ha colpito in questa vittoria: l’atteggiamento. Il 2-0 di Foligno è il segnale che questa Pistoiese ha raggiunto la consapevolezza di essere la più forte e che può stare lassù in cima. Non si tratta di strafottenza nei confronti degli avversari, ma soltanto essere in grado di battere chiunque. Una dimensione che raggiungi con il tempo e che, per fare un paragone, in Italia può avere soltanto la Juventus in serie A.
La classifica inizia a parlare chiaro: anche se la Pianese, ed in parte l’Arezzo, sono vicine, gli umbri scivolano a -9.
«Se si prende ad esempio lo scontro diretto ci può anche stare perché loro non sono mai esistiti con il nostro portiere che non ha mai compiuto nemmeno un intervento. Diciamo che abbiamo giocato molto bene contro una squadra che non ha fatto niente per rendersi pericolosa. Non sarà stata una partita bella da vedere, ma lo poteva essere solo se non riducevano il loro gioco a semplici pallonate».
Il girone d’andata per la Pistoiese si chiude a 41 punti: un traguardo notevole che mette gli arancioni in pole position per la promozione?
«I numeri dicono che in 17 partite abbiamo fatto 12 vittorie e 5 pareggi con +8 di media inglese, per non parlare dello scorcio della passata stagione. E’ vero che il calcio è imprevedibile, ma non so cosa possa succederci per farci riprendere intanto 9 punti dal Foligno. Con le altre, invece, il discorso è molto più aperto e sicuramente la Pianese rimane nella nostra scia, pronta ad approfittare del minimo passo falso. Però i campionati non si vincono a 85 punti, spesso e volentieri ne bastano anche 70-73: a noi ce ne possono bastare anche 30, quindi, mentre chi insegue deve fare ancora meglio del nostro girone d’andata».
Allungando lo sguardo indietro, invece, si chiude un 2013 incredibile per Massimo Morgia e la Pistoiese. In campionato soltanto vittorie e pareggi, con gli unici ko nei playoff a Santhià ed in Coppa con la Lucchese. Che ne pensa?
«Dico che un anno del genere non mi era mai capitato in tutta la mia carriera ed è dura trovare in Italia squadre che hanno lo stesso nostro ruolino di marcia. Di sicuro abbiamo fatto, tutti insieme, qualcosa di incredibile ed indimenticabile, anche se per ora in mano non abbiamo niente. Ma può essere senz’altro questa la base principale per poter puntare alla promozione. A questo punto, però, dico che mi romperebbe finire la stagione e non vedere la Pistoiese in Lega Pro: ci aspetta un girone di ritorno duro, ma siamo pronti.
I risultati ci sono, il pubblico un po’ meno. Come mai?
Di sicuro questo è un aspetto sul quale lavorare perché la città deve capire gli sforzi che i ragazzi, lo staff e la società hanno fatto in questi mesi. Abbiamo una grande occasione nel girone di ritorno per far tornare ancora più persone al “Melani”: lo scontro diretto con l’Arezzo del 12 gennaio sarà già importante, così come il fatto di avere una partita in più in casa rispetto al girone d’andata. C’è bisogno di tutti quanti per arrivare all’obiettivo, anche se dei passi in avanti sono stati fatti. Alla mia prima partita con la Pistoiese, a Mezzolara, a seguirci c’erano 4 tifosi, mentre domenica a Foligno erano in 200. Qualcosa vorrà pur dire…».
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