Gioco
Partita dominata ma non fermiamoci
Moretti: «Controllo del gioco e delle palle vaganti, bravi»
PISTOIA. «Devo togliere dalla partita l’ultimo minuto e mezzo del secondo quarto, quando eravamo sul 44 a 22 per noi. Per 18 minuti e mezzo siamo stati solidi, attenti. Abbiamo giocato bene. Il basket - sottolinea Paolo Moretti - che in due mesi e mezzo non eravamo ancora riusciti a fare. Poi abbiamo preso un parziale di 7/0 da Venezia, passando da un + 22 a un finale di quarto di + 16 (all’intervallo le due squadre sono rientrate negli spogliatoi con Pistoia avanti 45-29, ndr)».
All’inizio, premette l’allenatore biancorosso, «ci avrei messo la firma». Di andare a riposo con un vantaggio simile contro una delle squadre che, se non candidate allo scudetto sembrano comunque destinate a posizioni di primo piano. Reduce da quattro vittorie nelle ultime cinque gare. Moretti ci avrebbe messo la firma ma dopo il buon avvio quel black out temporaneo ha fatto risalire l’apprensione. «Ho pensato che sarebbe stato meglio tornare sul parquet con un vantaggio più solido, soprattutto dopo le quattro bombe ad inizio del terzo quarto messe a segno da Taylor».
Un fuoco di paglia per un’Umana Reyer Venezia dominata da Pistoia, che sta regalando ai suoi tifosi un crescendo di prestazioni convincenti. Dalla vittoria al cardiopalma con Pesaro, a quella interna con Varese fino alla vittoria di ieri sera, senza lasciar fuori la partita persa sul fil di lana contro la capolista Enel Brindisi in casa sua. Moretti si gode i due punti con Venezia: «Sono contento, soddisfatto di un gruppo compatto che fa ben sperare per il futuro. I risultati degli altri campi (tutte vittoriose le dirette concorrenti per la salvezza, ndr) ci dicono che Montegranaro è in salute e Pesaro oltremodo viva». Quindi? «Domani ci riposiamo e martedì riprendiamo gli allenamenti in vista della trasferta contro la Sutor».
Daniel sembrava un altro giocatore rispetto alla partite abuliche della prima parte di campionato: 16 punti, 9 rimbalzi difensivi, 11 offensivi, 7 falli subìti, 8/10 dai liberi. «La partita di Daniel -risponde Moretti - è stata come quella di Meini, che dopo tre mesi è tornato tra noi. Daniel ha messo in fila due gare buone, dopo aver messo in fila due settimane buone. È giovane, a volte superficiale, a volte si perde in errori banali, come il salto su una finta di stasera. Ma mi sembra abbia una faccia e due occhi che trasmettono certezze, sicurezza».
Le chiavi della partita? «Palle perse e rimbalzi (sui rimbalzi la Tesi Group ha stradominato Venezia: 49 a 28, ndr). Quando questi due dati sono a nostro vantaggio vuol dire avere il controllo del gioco e il controllo delle palle vaganti. Ma siamo stati solidi anche nella difesa uno contro uno, cambiando bene sui blocchi. E abbiamo concesso solo il 39% dal campo».
Analizzando il campionato della Tesi Group, Moretti spiega che «la nostra stagione è cambiata dopo la terza giornata e la sconfitta con Sassari. Da Milano la difesa ha cominciato a diventare più solida, copre meglio l’arco. Da Pesaro in poi è migliorato l’attacco, e il successo con Varese ci ha dato fiducia. Siamo una squadra che fa ancora tanti tiri sbagliati ma non ci pestiamo più i piedi. Anche i lunghi cominciano a non darsi più noia, a mantenere la giusta distanza. Dalla quarta partita abbiamo sistemato non poco. Guardiamo avanti con fiducia, rispetto degli altri e umiltà. Santo Stefano sarà un giorno denso di significati. Ai miei dico: dimentichiamo subito e concentriamoci sulla prossima sfida».
Tiziana Gori
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