Sicurezza
A Foligno per cancellare un precedente amaro
Il 7 giugno 2009, nella partita di ritorno per la permanenza in Prima Divisione arancioni sconfitti senza combattere. Ora in ballo la fuga per la promozione
PISTOIA. Quella di domenica non sarà una partita uguale alle altre e non perché c’è in ballo la possibilità per la Pistoiese di andare in fuga e avvicinarsi alla promozione in Lega Pro. C’è uno scheletro dall’armadio da togliersi di dosso nella storia arancione che ci fa ritornare con la memoria proprio allo stesso stadio, il “Blasone”, nel quale domenica Pistoiese e Foligno si troveranno di fronte. Il conto da saldare risale al 7 giugno 2009 quando gli arancioni andarono in Umbria a difendere il 2-1 conquistato al “Melani” la settimana precedente nel ritorno del playout per la permanenza in Prima Divisione Lega Pro.
La squadra, allora allenata da Moreno Torricelli, aveva due risultati su tre a disposizione e la possibilità di salvare una stagione che era iniziata malissimo con lo spettro della retrocessione e che invece l’arrivo del vecchio terzino della Juventus aveva rimesso incredibilmente in piedi. Era la Pistoiese dell’ultimo Mareggini, che poi appenderà le scarpe al chiodo, e del montalese Thomas Cortese, era quella di Mario Artistico che in 4 mesi si fece amare alla follia dalla curva e di capitan Pippo Breschi. Ma era anche una Pistoiese boccheggiante visto che la gestione Braccialini, arrivata al secondo anno deludente, non aveva dato i frutti sperati. La partita, quella di Foligno, fu un disastro. Nonostante i 5 pullman partiti con mille speranze da Pistoia e gli oltre 300 tifosi pistoiesi, gli arancioni non dettero mai l’impressione di voler far qualcosa per salvarsi. C’erano due risultati su tre a disposizione ma quella maledetta domenica sulla “ruota” di Foligno uscì quello sbagliato, quello che mandava direttamente all’inferno che si chiamava Seconda Divisione Lega Pro, la vecchia C2. La parola retrocessione dalle parti di Pistoia non è mai andata di moda e vissuta in poche occasioni, ma questa volta era diverso. Così come il clima intorno alla squadra, perché se ti presenti alla partita della vita e lo striscione principale che campeggia in curva è «il presidente dice che la Pistoiese ha bisogno dei suoi tifosi, gli ultras rispondono che la Pistoiese ha bisogno di un presidente» si capisce come oramai quel mondo si era rotto. E quella sconfitta per 1-0 firmata dall’argentino Turchi, quella retrocessione nella vecchia C2 fu soltanto l’inizio della fine di un’estate tremenda vissuta fra prestanome, soci svaniti nel nulla e faccendieri che fecero affossare definitivamente l’Ac Pistoiese rinata poi col vecchio nome dell’Us dall’Eccellenza. Ecco perché domenica non sarà una partita come le altre ma, chi c’è adesso, sa qual è il passato e sa che può essere l’occasione per la vendetta, sportiva s’intende. E forse dare un motivo in più ai tifosi per tornare allo stadio.
Saverio Melegari
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