Gioco
Un’iniezione di fiducia gli applausi di Brindisi
Tesi Group, occasione persa tra infortuni e qualche fischio di troppo
PISTOIA. Una caviglia gonfia come un melone, un gran dolore, ma fortunatamente nessuna complicazione: nel day after, all’indomani dell'impresa sfiorata a Brindisi, in casa biancorossa l'attenzione è stata tutta incentrata sulle condizioni di JaJuan Johnson.
Il lungo ex Boston Celtics ha dovuto abbandonare il campo dopo pochi minuti del secondo tempino e un ottimo inizio gara per un problema alla caviglia. Il report medico ha fatto tirare a tutti un bel sospiro di sollievo, ma non è riuscito a far smaltire i rimpianti di un colpaccio cullato per tre quarti di gara e svanito nel finale del PalaPentassuglia. La domanda è sempre la stessa da domenica sera: con il polpo di Indianapolis in campo (2 schiaccioni e 3 rimbalzi nei primi 12'), la Tesi Group avrebbero fatto lo scalpo alla capolista?
«Se ci fosse stato lui, se ci fosse stato Guidi (Meini ai box per l'influenza, ndr) sarebbe andata diversamente? Chi può dirlo – dice il diesse biancorosso Giulio Iozzelli – Teoricamente, con due giocatori in più in campo, aumentano le nostre possibilità, ma questi discorsi contano poco. Che JJ fosse partito bene è invece fuori di dubbio. Peccato, la mia personale sensazione a fine gara è stata quella di aver forse perso un'occasione che in questo campionato, fuori casa, non capita spesso. Forse si poteva fare qualcosa di più anche con quelli che sono rimasti in campo, anche se dopo una gara fisica e di contatto come questa, alla fine la lucidità la perdi».
Tra il forfait del febbricitante Meini e l'uscita di Johnson che, dopo il problema alla caviglia avvertito su una ripartenza nei primissimi minuti, a metà secondo tempino ha dovuto alzare bandiera bianca al dolore, la Tesi Group ha combattuto contro l'esercito della capolista con appena sei “reduci”.
Wanamaker ha dettato i ritmi senza avere un minuto di riposo (38'), ma anche Gibson e Washington sono stati in campo praticamente senza sosta nella ripresa (34' ciascuno). "Straordinari" che hanno evidenziato carattere e cuore dei nuovi americani biancorossi ma che hanno minato la lucidità finale.
«Alcuni sono stati davvero spremuti all'inverosimile – continua il diesse – quando Brindisi si è accorta che Meini non sarebbe entrato, ha pressato a tutto campo, togliendo ossigeno ai nostri portatori di palla. Tutto ciò insieme a piccole cose come il tecnico fischiato alla panchina e alcuni tiri che sembravano già entrati e sono usciti, hanno pesato su una gara molto equilibrata».
Quel break di casa a fine terzo tempino, firmato Bulleri e propiziato dal doppio viaggio in lunetta dell'ex azzurro per il fallo di Cortese e il tecnico alla panchina biancorossa (dal 42 pari, Brindisi è schizzata avanti 49- 42) continua a non convincere.
«Sinceramente sul fallo di Cortese – dice Iozzelli – avevo visto i passi di Bulleri. Dalla panchina ero lontano ma mi hanno riferito di un grido di disappunto, non certo un'offesa. Non c'è dubbio che questi fischi abbiano pesato ma purtroppo dobbiamo abituarci ad una certa fiscalità».
Gli applausi con cui la Tesi Group è uscita dal PalaPentassuglia non servono alla classifica, ma aumentano la fiducia nel futuro che in casa biancorossa vuol dire sfida casalinga di domenica contro Venezia.
«Il nostro obiettivo è giocarsela sia in casa che in trasferta – conclude il diesse biancorosso – il periodo da qui alla fine del girone d'andata è decisivo nella corsa salvezza. In casa soprattutto le gare sono sempre importanti per noi anche quelle contro le squadre forti: se il nostro cammino sarà continuare a progredire, ce la possiamo giocare con tutti. Ma di certo non si può mollare un attimo».
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