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E ora la Pistoiese Juniores è pronta a lottare per il vertice

E ora la Pistoiese Juniores è pronta a lottare per il vertice

PISTOIA. Signorini e Saccà regalano un bel 2-0 alla Pistoiese Juniores che va ad espugnare il campo della Fortis Juventus nell’ultima giornata di andata del girone F del campionato Nazionale. E con...

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PISTOIA. Signorini e Saccà regalano un bel 2-0 alla Pistoiese Juniores che va ad espugnare il campo della Fortis Juventus nell’ultima giornata di andata del girone F del campionato Nazionale. E con questi tre punti gli arancioni risalgono al secondo posto, appaiando l’Arezzo a 19 punti, uno in meno dello Scandicci, che quindi si laurea campione d’inverno.

Un cammino altalenante per gli arancioni, che erano partiti male ma che poi si sono rimessi in sesto ed ora lottano per il vertice. Dopo due sconfitte consecutive, quindi, la truppa di mister Luca Diddi si è rimessa in carreggiata ed ora ci sarà modo di lavorare in maniera ancora più puntigliosa in vista della ripresa del campionato che ci sarà addirittura l’11 gennaio.

«La valutazione di questa prima parte di stagione è senz’altro positiva – dice Diddi – perché siamo secondi ad un punto dalla prima, e nella squadra, in questi mesi, ho visto una notevole crescita dal punto di vista tattico e comportamentale: questo grazie anche ad un ambiente perfetto che li protegge e li fa lavorare nel migliore dei modi».

Una stagione che, per questa squadra, non porta con se l’assillo del risultato a tutti i costi anche perché c’è da costruire basi importanti. «E’ chiaro che si parte per vincere – prosegue Diddi – e ci proveremo ma se, alla fine, non verrà quel risultato non ci metteremo senz’altro le mani nei capelli: l’obiettivo primario è far diventare ancora più bravi questi ragazzi in modo che, l’anno prossimo, almeno tre o quattro di loro possano far parte in pianta stabile della prima squadra».

In questa annata senza pressioni, molto incide il credo di mister Morgia. «I risultati ci interessano relativamente – conclude Diddi – innanzitutto si vuole lavorare alla creazione di un gruppo unico con i più “grandi”: del resto i miei ragazzi sono i primi ad andare in curva a cantare, o a scendere nello spogliatoio alla fine del match per festeggiare. E’ questo che vogliamo». (s.m.)

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