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8 WANAMAKER. La crescita rispetto a inizio stagione è notevole, soprattutto perché adesso si vede che ha la squadra in mano. Non solo, a differenza di tutte le sue precedenti esperienze europee, è...
8 WANAMAKER. La crescita rispetto a inizio stagione è notevole, soprattutto perché adesso si vede che ha la squadra in mano. Non solo, a differenza di tutte le sue precedenti esperienze europee, è diventato anche meno timido al tiro e sta diventando un fattore (17 punti con 5/9 dal campo). Se poi ci mettete anche 6 falli subiti, 3 recuperi e 6 assist ecco che viene fuori il partitone.
7 GIBSON. Riesce ad alzare le sue percentuali da due (4/9) rispetto alle ultime uscite e questo è un notevole passo avanti. Poi, nel momento del bisogno, ha la personalità per buttarsi nel traffico e perlomeno prendere qualche fallo.
E visto che dalla lunetta è infallibile (6/6 con Varese, 35/36 in tutto il campionato e 1° posto in questa specialità) fa proprio bene.
7,5 WASHINGTON. Il buon Deron tira fuori un’altra partita “pazza” perché torna a martellare con insistenza dai 6.75 (3/5 dai 3 punti per lui) ed ecco che la scatola si apre e la Tesi Group può festeggiare.
Un canestro impossibile nel primo quarto, poi due inchiodate delle sue ed è anche fortunato che i momenti di “down” sono mascherati dai falli degli avversari.
8 JOHNSON. Oramai una sentenza: quando gioca in casa è un top-player per la serie A. 9/13 al tiro (con ben 6 schiacciate, alcune anche di una potenza devastante), 2 stoppate, 7 rimbalzi e tante grinta nei momenti del bisogno.
Con Wanamaker l’intesa cresce settimana dopo settimana e di questo Moretti non può che esserne contento: capisce che Varese ha difficoltà sotto le plance perché Hassell fa bene solo contro Daniel e allora lui punisce tutti puntualmente. Ora c’è da abbattere il “tabu” trasferta, e quella contro Brindisi .
6 GALANDA. Contro la “sua” Varese, Moretti lo butta in quintetto e prova a fare la partita che serve per mettere in difficoltà la Cimberio sotto le plance. Peccato che venga limitato dai troppi fischi arbitrali e, nel finale, il tecnico biancorosso gli preferisce Daniel.
5,5 MEINI. 5 punti in 6’ farebbero pensare ad un match concreto ed invece Guido ha dato qualche grattacapo nella fase d’impostazione di gioco.
6,5 CORTESE. Non delude le aspettative “Riki” che, dopo essersi sbattuto in difesa poi trova il modo di farsi notare. E quella bomba quasi al tramonto del match ne è la riprova.
5 DANIEL. Sempre più oggetto misterioso. Non ne combina una giusta sia in difesa che in attacco, è completamente fuori fase e finisce per intristirsi da solo. Si vede che è spaesato, ma di sicuro il “nooo” di 3500 persone quando è rientrato in campo a 3’ dalla fine non lo abbiamo sentito solo noi. In crisi. (s.m.)
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