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Pistoia

Prima contromisura, mandare in tilt Danny boy

Prima contromisura, mandare in tilt Danny boy

Decisivo il duello tra Hackett e Wanamaker. Alla pari Green-Gibson e Carter-Washington

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PISTOIA. Due sono gli obiettivi che la Tesi Group deve provare a raggiungere nel derby di questa sera al PalaEstra per avere speranze di giocarsela: mandare fuori giri Daniel Hackett e cercare di rendere la vita difficile nel tiro da 3 alla Montepaschi. Solo così si può sperare in qualcosa o, perlomeno, di lottare. Vediamo i duelli.

Hackett-Wanamaker. Molto della partita passa da qua. Ormai è chiaro che questa Mps è Hackett-dipendente, visto che l’azzurro segna (12.1 punti), difende (5 rimbalzi) e gioca per gli altri (5.3 assist). Già questi numeri, uniti al suo carisma ed alla voglia di far bene perché potrebbe essere una delle sue ultime apparizioni al PalaEstra, rendono la serata per Wanamaker più che complicata. Che fare? Avere buone percentuali dal campo e poi confidare nella buona sorte. Uno.

Green-Gibson. Una delle bocche da fuoco dei biancoverdi anche se i 7 punti di media lascerebbero presagire altro: viaggia in tandem con Rochestie per fare male ed i numeri di alta scuola ci sono. Gibson, dal canto suo, è atteso da un esame importante: far vedere che c’è e può dare tanto a questa Tesi Group che ha bisogno del suo uomo coi punti nelle mani. Leggero uno.

Carter-Washington. Giocatori completamente differenti che però si sfideranno all’ultimo pallone. Il “nostro” Deron deve dimostrare di non soffrire la pressione e, soprattutto, partire tranquillo per dare il proprio contributo. Dall’altra parte, però, c’è un Carter da 14 punti di media col 64% da 3: è fin troppo facile capire come e dove difendere. Dietro di lui, poi, occhio a Viggiano un altro che può far malissimo. Anche qui uno in partenza.

Ress-Johnson. La sfida più favorevole per Pistoia sembra essere questa anche se “Tripla J” deve ancora dimostrare in trasferta quel che fa vedere in casa e, soprattutto, per la prima volta si trova di fronte un avversario che sa far malissimo dall’arco dei 6.75 metri. A suo favore, però, c’è un atletismo straordinario e la maggior velocità di gambe oltre a numeri molto più incoraggianti. Azzardiamo il due.

Hunter-Daniel. Proviamo a mettere nuovamente “Hair” in quintetto anche se non è detto che possa essere di nuovo il turno di Galanda. Il centro senese, che nella precedente esperienza italiana a Sassari faceva l’ala, può garantire molta sostanza nel pitturato (54% da 2) e rimbalzi (5.3): esattamente tutto quello che finora Daniel non ha fatto vedere. Ma prima o poi dovrà dimostrare qualcosa anche perché sennò è dura restare. Uno. (s.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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