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Pistoia

Quanto paga la formula 5+5? Alle prese con la “panca” corta

Con i suoi 31’ in campo a Reggio Emilia, Riccardo Cortese è stato tra gli italiani che hanno giocato di più nell’ultimo turno della serie A dietro solo ai 33’ di Daniel Hackett di Siena e Daniele...

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Con i suoi 31’ in campo a Reggio Emilia, Riccardo Cortese è stato tra gli italiani che hanno giocato di più nell’ultimo turno della serie A dietro solo ai 33’ di Daniel Hackett di Siena e Daniele Cinciarini di Montegranaro. Un bel risultato per lui (che con 12 di valutazione è vicinissimo ai migliori di giornata ovvero Andrea Cinciarini e Marco Mordente con 16, Viggiano con 15 e Valerio Mazzola con 14) e per la Tesi Group che sull’esterno bolognese ha puntato come uno degli italiani di riferimento.

Nonostante la “promozione” del jolly biancorosso in quintetto e la sostanza data a più riprese in questo inizio di campionato da Galanda e Meini, aumentano i dubbi sulla scelta della società pistoiese di puntare sul 5+5 come struttura di squadra. Una formula magica che vuol dire 5 stranieri e 5 italiani, affascinante in teoria ma che in pratica stravolge la realtà dei fatti, che in via Fermi parla di un quintetto americano e di 3 italiani in grado di dargli il cambio. La squadra finisce qui con 8 giocatori, visto che gli altri finora ricoprono solo il ruolo di “faticatori” in allenamento.

La storia della Legabasket degli ultimi anni dice che questa formula se la possono permettere quelle squadre che, per budget o presenza di ottimo settore giovanile, hanno almeno 4 italiani di buon livello in grado di giocare. L’esempio migliore è proprio Reggio Emilia che, nel gruppo italiano, ha il play della Nazionale (Cincia junior) ma anche due ragazzi cresciuti in casa come Cervi e Mussini su cui punta anche per la serie A. Per le altre è molto rischiosa e coincide con una panchina cortissima come quella di Pistoia. Eppure tra le tante cessioni estive che hanno ridotto all’osso il gruppo italiano della promozione, ci sono state quelle di due ragazzi come Saccaggi e Borra di proprietà biancorossa. Due esordienti assoluti per la Legabasket certo, ma due più o due meno che differenza avrebbe fatto? Al campionato la risposta. (e.p.)

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