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Pistoia

Dobbiamo salvarci con questi giocatori

Dobbiamo salvarci con questi giocatori

Moretti: «Con 5 palle perse in meno eravamo in partita»

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REGGIO EMILIA. Con 56 punti fatti è dura vincere in serie A1, meno che mai in trasferta. Se poi la tua guardia americana (Gibson), ex titolare visto che giustamente Moretti al PalaBigi gli ha preferito Cortese in quintetto, fa 8 punti, ogni partita diventa una missione quasi impossibile.

L'analisi della quinta sconfitta della Tesi Group, non può che partire da questi dati. O almeno da capire le cause di una sterilità offensiva collettiva ma anche di singoli, a tratti impressionante. «Se questa è la domanda non posso che attenermi ai numeri- dice Moretti nella sala stampa del PalaBigi- le cause? Facciamo fatica a trovare la chimica offensiva di squadra ed è un dato da migliorare. Io cerco sempre di costruire tiri aperti ma venendo qui non pensavo certo di vincere la partita a 90 o 80 punti ma a 60 e a centro campo non mi sembra che loro abbiano fatto grandissimi festini. Se perdevamo meno palloni, ce la giocavamo».

Eppure Gibson, Johnson e Daniel hanno dato davvero poco in attacco. Il rammarico è doppio perchè anche Reggio Emilia ha sprecato molto e non è sembrata inarrivabile. «Degli altri non mi interessa- dice deciso Moretti- io so solo che i miei giocatori sono questi, che non posso cambiarli e che con questi mi devo salvare. Ripeto, se perdo cinque palloni in meno io qui me la gioco». Il coach biancorosso sottolinea che, dal campo reggiano, se ne va con indicazioni comunque positive. «Questa è la nostra quarta trasferta in sei gare, giocate tutte su campi proibitivi- continua Moretti- per quanto mi riguarda, io torno a casa con fiducia. Questa partita mi ha dato la sensazione di aver fatto passi avanti. Certo per vincere qui c'è bisogno di altri miglioramenti ma la sensazione che mi conforta è di avere una squadra unita, altrimenti sul -20 saremo sbracati. Ho visto buone faccie dei miei giocatori ed è positivo».

Anche stavolta però Pistoia è sprofondata ancora una volta (come a Cantù, a Milano e Sassari), alla prima accellerata avversaria. Questo ha costretto a dover rincorrere per il resto del match. «Abbiamo fatto una gara solida- conclude Moretti- abbiamo iniziato bene, stavamo applicando tutto quello su cui avevamo lavorato in settimana. L'attacco ha condizionato la partita, le nostre palle perse sono state decisive per aprire il campo a loro contropiedi facili. Quando vai sotto, in trasferta è difficile rimontare ma penso che alla fine un minimo di ansia a Reggio l'abbiamo creata. In quel momento ricordo anche un paio di occasioni fortunose, la tripla di tabella di Silins e un canestro di Karl sulla sirena dei 24” che ci hanno respinto indietro».

Elisa Pacini

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