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Galanda in quintetto dall’inizio prende per mano i compagni

Galanda in quintetto dall’inizio prende per mano i compagni

«Il coach ha deciso di mischiare le carte, gli americani insieme faticano, ma stiamo lavorando bene»

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PISTOIA. Quando hai qualche problema di formazione, chiama pure Gek Galanda e lui te lo risolve. Avrà pensato questo coach Moretti quando, in settimana, ha deciso di affidarsi a lui ed a Cortese in quintetto titolare contro Cremona. Ed il capitano biancorosso, come sempre, ha risposto presente togliendo la scimmia dalle spalle della squadra e guidandola, sia in campo che emotivamente, alla prima storica vittoria in serie A dell’epoca Pistoia Basket. «I giocatori più esperti hanno un determinato compito in questo roster – dice Galanda – ma per una volta non vorrei che si parlasse a compartimenti stagni: qui non siamo 5 americani e 5 italiani, ma una squadra unica. Il coach ha deciso di mischiare le carte perché conosciamo le nostre caratteristiche e, al momento, gli americani tutti assieme in campo fanno un po’ fatica a giocare e quindi tocca a noi dare una mano in più. Però vi posso assicurare che tutti quanti stiamo lavorando per portarci sui binari giusti».

La scena più bella del successo contro la Vanoli, oltre al canestro da campo a campo di Cortese, è stato il momento del primo cambio di Galanda dopo che aveva già dato la sua impronta al match: ha preso la faccia di Daniel fra le mani tirando un paio di urla per svegliarlo e metterlo emotivamente dentro il match. «È il più inesperto del gruppo – prosegue il capitano della Tesi Group – però è un bambinone e tutto quello che gli chiedi prova a dartelo. Passa, però, da giocate incredibili come una stoppata ad una schiacciata a tre azioni nelle quali, magari, si perde. Con tanta pazienza lo stiamo inserendo il più possibile».

Nella vittoria contro i lombardi, comunque, si sono visti ancora ulteriori passi in avanti che già erano emersi nel ko contro Milano. «Stiamo crescendo nelle piccole cose – conclude Galanda – e l’aver vinto ci da una forte mano per l’autostima. Sappiamo che il cammino è difficile però sentiamo la fiducia della società e della città ed è quel che più conta: stiamo crescendo ed anche in fretta perché ognuno di noi prova sempre a fare la cosa giusta». (s.m.)

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