Rigori, la bilancia non pende dalla parte della Pistoiese
In questo inizio di campionato tutti i favori degli arbitri sembrano per l’Arezzo: 8 punti in più grazie ai penalty
PISTOIA. Non vogliamo certo pensar male e dire che, in questo girone E di serie D, esiste una certa sudditanza psicologica inversa da parte degli arbitri nei confronti della Pistoiese, però queste prime nove giornate di campionato parlano di una squadra arancione decisamente surclassata dall’Arezzo, diretta rivale per il successo finale, per quanto riguarda i calci di rigore assegnati.
Due per la Pistoiese, ma del tutto ininfluenti per il risultato della relativa partita, ben sei quelli che hanno fruttato all’Arezzo ben 8 punti, grazie ai quali la squadra di Mezzanotti si trova ad una sola lunghezza di distanza dagli arancioni, e non a metà classifica, a -9 da loro.
Qui Pistoia. Finora è stata decretata la massima punizione a favore della Pistoiese in due circostanze: al debutto contro il Bastia e nell'ultimo match casalingo contro l'Ostia Mare. Penalty sacrosanti che, in entrambi i casi, sono valsi il gol del 2-0 nei confronti dell’avversario (col Bastia fu goleada, con l'Ostia chiuse la partita). Quindi, se così si può dire, i 19 punti della Pistoiese fino a questo momento sono tutti frutto del gioco espresso e delle occasioni da gol create da Gambadori e soci. E' evidente, però, che qualcosa manca, proprio come il penalty non concesso domenica a Spoleto per il netto fallo su Minincleri a cinque minuti dalla fine: se realizzato, il rigore poteva portare la Pistoiese sul 3-1 e al ritorno al successo in trasferta; e, soprattutto, a parimerito con la Pianese, in testa alla classifica.
Contro la truppa di Morgia, invece, sono stati decretati tre calci di rigore: uno a favore dell'Arezzo, uno nel match contro il GualdoCasacastalda (fortunatamente ininfluente) mentre il terzo quello che ha fruttato l'1-0 al Deruta, che poi ha pareggiato a tempo scaduto (2-2).
Qui Arezzo. I rigori a favore degli amaranto sono stati fischiati nella seconda giornata, contro la Pistoiese (azione viziata da un netto fallo di mano di Invernizzi a centrocampo), passando poi per la sfida del quarto turno con la Narnese (punteggio di 4-0, ma qui è stato sbagliato), per poi andare in successione dalla sesta alla nona giornata: 2-1 sul Deruta con tiro dagli 11 metri che vale l'1-0; massima punizione (dubbia) per il vantaggio in casa della Pontevecchio (poi il risultato finale sarà di 3-0); idem con lo Spoleto, ma tiro sbagliato (finale 2-0); e domenica scorso, nel pareggio del big-match in casa della Pianese.
Ci sono, però, tre considerazioni finali da fare. La prima è che la squadra di Mezzanotti ha iniziato a beneficiare di rigori in maniera costante dopo le esternazioni del presidente al termine del derby con la Pistoiese, quando si scagliò contro il direttore di gara. Inoltre, eccezion fatta per il 2-3 con l'Ostia Mare, nelle partite nelle quali non sono stati fischiati tiri dagli 11 metri, l'Arezzo non è andato in gol (0-0 al debutto a Scandicci e ko 2-0 a Sansepolcro). Infine, tutti e sei i penalty sono stati conquistati e realizzati (con 2 errori) dal centravanti Essoussi: per lui un misto di bravura e furbizia. Per di più, rispetto alla Pistoiese, per il momento all’Arezzo non è stato mai fischiato un rigore contro. Ed in un campionato nel quale le distanze fra le “big” sono risicate si tratta di numeri che possono fare la differenza.
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