Toscana
Il campionato della Tesi? «Inizia fra due domeniche»
Dopo il nuovo ko contro una big il presidente Maltinti invita ad essere realistici «Con tutto il rispetto per Cremona non possiamo guardare a Milano o Sassari»
PISTOIA. La sua faccia sconsolata sorpresa dalle telecamere sulle tribune del PalaSerradimigni, proprio dietro alla panchina dove Paolo Moretti ha cercato per tutta la gara di caricare i suoi ragazzi nei difficilissimi 40’ di Sassari, è uno dei simboli dell’opaca serata sarda della Tesi Group. Roberto Maltini ha seguito la sua squadra nella trasferta più lunga, unico rappresentante societario insieme al diesse Giulio Iozzelli, a Sassari come a Cantù. E anche dalla sua espressione si è capito che quei passi avanti che voleva vedere coach Moretti (e tutta la piazza pistoiese) non sono arrivati dalla matricola biancorossa.
«Quando parti speri sempre che succeda il miracolo – dice il presidente- c’è sempre un filo di speranza, non si parte certo battuti, anche se si sa che incontri una squadra più forte. Loro sono stati bravissimi, noi invece in questo momento non siamo bravissimi, ma il nostro vero campionato inizia tra due domeniche. Lo dico con tutto il rispetto per Cremona (l’altra squadra ad oggi a zero, che arriverà al PalaCarrara dopo la trasferta di lunedì a Milano, ndr) ma in questo momento non si può guardare a squadre come Sassari o Milano».
Se è vero che l’inizio di calendario della Tesi Group si è rivelato, come nelle previsioni, durissimo, che dalla quinta giornata i biancorossi inizieranno a confrontarsi con squadre – sulla carta – più alla portata, è anche vero che ogni domenica mette già in ballo i due punti. E le avversarie dirette per la salvezza non stanno a guardare, come dimostra la vittoria di Montegranaro contro Reggio Emilia.
«Io dico che il nostro campionato inizia dalla quinta giornata – dice il presidente biancorosso – anche perché dovrebbero iniziare le gare con avversari più abbordabili, ma soprattutto perché i nostri ragazzi avranno giocato di più insieme e si conosceranno meglio. Penso che le potenzialità di giocare bene questa squadra le abbia, e si è visto anche a Sassari nel quarto parziale. Il fatto è che per ora riusciamo a giocare bene solo 3’, speriamo che gara dopo gara diventino 15’ e poi 20’».
Maltinti parla con realismo: lascia ai tecnici i giudizi su gioco e prestazioni individuali, e da “sentimentale” come si definisce evidenzia che le sensazioni avute a Sassari sono di una squadra di giocatori inesperti ma di buona volontà, che devono ancora lavorare molto.
«Per ora si gioca a correre, senza guardare l’uno cosa fa l’altro – continua il numero uno di via Fermi – non per niente quando sono entrati i tre italiani, abbiamo fatto le cose migliori. Penso che gli americani ancora debbano imparare bene cosa vuol dire giocare in un campionato europeo di alto livello come quello italiano. La buona volontà non manca, l'attaccamento neppure: sentivo che uno dei ragazzi chiedeva all’allenatore di riguardare la gara tutti insieme per analizzare gli errori. Io resto fiducioso e ripeto, alla quinta di campionato faremo i primi bilanci: lì vedremo se siamo una squadra oppure no».
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