Gioco
Farli sudare fino in fondo L’obbiettivo Tesi a Sassari
Coach Moretti vuole che la squadra lotti per 40’: «I sardi hanno tanti talenti Noi cerchiamo continuità, voglio i miei attaccati alla gara sino all’ultimo»
PISTOIA. Nessuno si illude: Sassari per la Tesi Group è la terza tappa della ripida salita che i biancorossi hanno avuto in dono dal calendario di inizio campionato. Ma allo stesso tempo nessuno vuole rivedere stasera (palla a due ore 18,15) una squadra sfilacciata come quella che domenica ha steccato all'esordio casalingo, sbattendo contro Avellino. Per questo nel caldissimo PalaSerradimigni (3707 gli abbonati alla Dinamo in un impianto da 5000 solitamente soldout), Pistoia deve dare risposte concrete ai suoi tifosi ma anche a se stessa.
Paolo Moretti, consapevole della difficoltà di sfidare una candidata allo scudetto come il Banco di Sardegna di Romeo Sacchetti, scuote i suoi ragazzi: «Voglio vedere passi avanti- tuona il tecnico della Tesi Group- dobbiamo darci obiettivi piccoli e semplici: cercare di stare in partita contro una squadra con tantissimo talento e giocarsela fino alla fine». Se è vero che da quando il Banco è arrivato in A1, il PalaSerradimigni è uno dei campi meno violati d’Italia, è anche vero che la squadra di Romeo Sacchetti deve ancora trovare la quadratura con il nuovo assetto in cui alcuni “big” devono ambientarsi in un ruolo diverso. Uno su tutti Travis Diener, il play naturalizzato reduce dall'Europeo con l'Italia, icona della Dinamo, ma ancora lontano dal rendimento migliore come ha dimostrato la sconfitta infrasettimanale di Eurocup con Bilbao (che potrebbe aver pesato anche in termini di energie spese per il Banco).
Per i giornalisti sardi, questo è dovuto alla difficile convivenza con un altro play di prim’ordine come Marques Green ma Moretti non sembra interessarsi dei mal di pancia altrui. «Non possiamo permetterci di focalizzare l’attenzione sugli avversari- dice- in questo momento io guardo a casa mia e penso solo ad avere più continuità dai miei ragazzi, a migliorare gara dopo gara. Per questo il nostro mantra a Sassari, contro una squadra di 11 giocatori tutti di grandissima qualità, deve essere rimanere attaccati alla partita fino all’ultimo quarto».
«Veniamo da due gare di rincorsa- continua il tecnico biancorosso- per questo ci siamo dati un obiettivo semplice e piccolo: giocarsi fino in fondo la vittoria, farli sudare e soffrire. Se poi perderemo di 1 o 15, dopo una gara così, non sarà un dramma». Nonostante i 20 anni meno del tecnico del Banco, Sacchetti è in qualche modo l’alter ego di Moretti, soprattutto perché entrambi sono i simboli dell’ascesa delle squadre che allenano. Un bello spot per uno sport dove sentimenti e bandiere sono sempre più rari. «Sono contento per me e per “Meo”- chiude Moretti- “Meo” mi piace molto come persona, mi piace il suo stile in panchina e il suo modo di rapportarsi ai giocatori. In passato abbiamo avuto qualche ruggine, legata alla sfida tra Sassari e Pistoia in campionato nella stagione che loro poi vinsero, battibecchi che ci possono stare. Sono un estimatore del suo modo di allenare e della sua riconoscenza al gioco».
Una sfida nella sfida di una partita che speriamo possa essere una svolta almeno sul piano del carattere e del gioco per la Tesi Group che, domenica contro Avellino, ha fatto un passo indietro dopo la prova gagliarda di Cantù.
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