Sicurezza
«Guai a sottovalutare la Tesi Group»
“Meo Sacchetti”, il coach del miracolo Sassari, nello scontro con Pistoia chiede ai suoi la massima concentrazione
PISTOIA. Non è solo perchè rappresenta tutta la Sardegna, che Sassari può considerarsi l'isola felice del basket italiano. Il Banco è cresciuto stagione dopo stagione e, oggi, nel suo quarto campionato di A1 consecutivo è considerata la vera rivale di Siena e Milano per i piani altissimi. Per la tesi Group, quella di domani è una "mission quasi impossible" ma Romeo Sacchetti, il coach del miracolo Sassari, non si fida.
Coach, domenica il pronostico è tutto a favore di Sassari…
«Ho i capelli bianchi in testa, so che sulla carta abbiamo tutto per far bene ma anche noi abbiamo i nostri problemi di inizio campionato. Abbiamo troppi alti e bassi e stiamo cercando continuità. Non nascondiamo le nostre ambizioni ma, sinceramente, ho più timore di queste squadre che di altre. L’importante è mettere in campo la stessa concentrazione ma, abbiamo di mezzo la Coppa che ci prende molte energie e non abbiamo l’esperienza di squadre come Milano e Varese. Tre anni fa ci eravamo noi nella situazione di Pistoia, non ci scordiamo di essere arrivati fin qui passo dopo passo».
Cosa pensa dell'inizio stentato della Tesi Group?
«Abbiamo il massimo rispetto di tutti e, come dicevo, dobbiamo mettere lo stesso atteggiamento mentale in campo sia contro Milano che contro Pistoia che ha un quintetto con 5 giocatori che possono crearsi l’azione da soli, che sono molto bravi nell’uno contro uno. Dobbiamo stare molto attenti su questo, non vogliamo farli “entrare in gas”».
Per la prima volta vi trovate impegnati su due fronti, campionato ed Eurocup. Cosa comporta?
«La Coppa incide molto sul campionato, anche se per farla abbiamo aggiunto qualche giocatore alle rotazioni. Questo significa togliere qualche minuto a quelli che fino all’anno scorso sono stati giocatori più importanti e ci dobbiamo abituare. In questo momento non possiamo contare su Jack Devecchi (out due settimane, ndr) che ci dà sempre molto in difesa. La rosa è comunque lunga e questo non può essere un alibi».
Tra i meno brillanti del vostro inizio campionato c’è Travis Diener, reduce dall’esperienza agrodolce dell’Europeo con l’Italia...
«Travis non era abituato a lavorare così tanto d’estate. Sta entrando gradualmente in una squadra che è cambiata rispetto all’anno scorso. Abbiamo un altro play come Marques Green e il ruolo un po’ cambia. Questo comporta il far capire ai giocatori di un certo livello che è importante per il bene della squadra, sacrificare qualcosa di sé».
Sa che lei e Paolo Moretti, siete i coach con più presenza nella stessa squadra di tutta la Legabasket?
«Un po’ di gavetta ce la siamo fatta (ride, ndr). Stiamo dimostrando che anche i giocatori possono essere buoni allenatori. Ognuno è diverso dall’altro ma penso che questa caratteristica, porti ad avere un feeling particolare con i giocatori che si allena. Porta ad avere più riguardo anche a livello umano degli atleti, perchè ci sei passato anche tu».
Diversi esponenti della Tesi Group hanno dichiarato che il vero campionato biancorosso inizierà dopo la trasferta di Milano, dalla quinta giornata. E' un modo per allentare la pressione o per evidenziare difficoltà reali?
«Sono parole oggettive, basate sul valore degli avversari. Penso che fin dall’inizio, bisogna giocarsela con tutti ma se i valori in campo sono diversi, si vede. Io penso che Pistoia sapesse dall’inizio le difficoltà del suo percorso e due sconfitte non possono certo minare l’entusiasmo di una piazza appena tornata in serie A. L’importante è rimanere uniti, perché è quando le cose non vanno che si valutano le squadre».
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