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Pistoia

Tesi Group, troppi canestri falliti Solo Reggio Emilia fa peggio

di Elisa Pacini
Tesi Group, troppi canestri falliti Solo Reggio Emilia fa peggio

Dopo le prime due di campionato sui biancorossi pende un desolante 44,2 per cento nei tiri da due mentre in quelli da tre la percentuale scende al 24. Bene solo i rimbalzi: terzo posto della serie A

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PISTOIA. Difesa, transizione e velocità: i tre cardini della nuova e giovane Tesi Group, intravisti al Pianella di Cantù, si sono dissolti nella temperatura rovente dell’esordio casalingo contro l'esperienza della Sidigas Avellino.

Se l'alto potenziale degli avversari fin qui incontrati dai biancorossi non ha certo aiutato a rendere morbido l'impatto con la serie A, è evidente che c'è ancora molto da lavorare per trasformare la pattuglia pistoiese in una vera orchestra di canestri, condita da quella grinta difensiva che domenica ha latitato nei biancorossi, in alcuni frangenti in maniera imbarazzante.

I numeri delle prime due giornate infatti fotografano quella che è la squadra più “sprecona” della serie A.

Canestri mancati. La Tesi Group è in fondo alle classifiche di realizzazione, piazzandosi penultima (davanti solo a Reggio Emilia) con un desolante 44,2 per cento nei tiri da due, addirittura abbassato dal 43 per cento contro Avellino, dove quattro giocatori non hanno superato la soglia del 40 per cento, e cioè Galanda, Washington, Wanamaker e soprattutto Johnson, che ha tirato col 31 per cento. Un dato che fa notizia, anche perchè, nelle prime due gare, la Tesi Group è stata la squadra che ha tirato di più con ben 103 tentativi di cui solo 50 andati a bersaglio.

Il rapporto tra realizzazioni e tentativi è assai desolante per la squadra di Moretti che, oltre alla scarsa precisione, evidenzia l'abuso di tutte quelle forzature e azioni solitarie per i quali gli stessi protagonisti (da coach Moretti a Riccardo Cortese) hanno fatto mea culpa.

Un discorso analogo può essere fatto per i tiri dalla distanza di domenica scorsa, visto che Pistoia ha chiuso con il 19 per cento dai 6,75, frutto delle tre bombe di Gibson (su 8 tentativi) e della tripla fortunosa di Washington, quando, nel primo tempo, il pallone scagliato dall'angolo ha picchiato sul tabellone e poi si è insaccato.

Morale della favola, la Tesi Group ha realizzato 4 triple su 21 tentativi, dopo il 4/12 di Cantù, per un totale di 8 centri su 33 (24 per cento). Un dato che gli vale il penultimo posto nella classifica delle percentuali da tre, dietro alle avversarie (almeno sulla carta) della corsa salvezza (Montegranaro tira con il 28 per cento, mentre Cremona con il 26,7 per cento), mentre Pesaro è sul terzo gradino del podio, con il 36,4 per cento di precisione al bersaglio lungo.

Difesa. Altro dato importante sono i punti subiti per tempino da Galanda e soci. Tra il match di Cantù e l'esordio casalingo, solo in tre parziali su otto Pistoia ha subito meno di 20 punti: nel secondo del Pianella (finito 20-19 per i biancorossi, che andarono sotto di 5 all'intervallo, dopo la prima risposta alla scarica di bombe di Rangland); nel primo contro Avellino (finito 15-19); e nel quarto di domenica scorsa, guarda caso l'unico vinto contro gli irpini, finito 24-15.

Negli altri, la squadra biancorossa ha subito molto: 29 e 20 punti nei quarti centrali contro la Sidigas.

Rimbalzi. Pistoia, per ora, non riesce a sfruttare l'ottimo dato dei rimbalzi, che la vedono come terza forza del campionato (con 37,5 rimbalzi conquistati a gara) dopo Granarolo Bologna (41,5) e Grissin Bon Reggio Emilia (40).

Vedendo i numeri dei parziali contro Avellino si capisce anche il perchè dello spreco di recuperi: per tre quarti la lotta sotto le plance è stata vinta da Thomas e compagni (19-22 all’intervallo il conto dei rimbalzi, 27- 32 dopo 30') mentre i biancorossi si sono “svegliati” nell'ultimo, finito 20-12 grazie ai salti di Cortese, Gibson e Daniel, che hanno raddoppiato i loro rimbalzi negli ultimi 10' rispetto ai precedenti 30.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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