Prima in casa contro una Sidigas ferita
Irpini in cerca di riscatto dopo l’inattesa sconfitta contro Pesaro. Moretti: «Per noi è già un esame. E contiamo sul pubblico»
PISTOIA. Nonostante il battesimo di Cantù, Paolo Moretti sa bene che anche oggi per la sua Tesi Group sarà una giornata in cui- in primis- ci sarà da tenere a freno l' emozione. Tantissima quella nell’aria da settimane in una città impaziente di affacciarsi sul grande palcoscenico del basket. Che riabbraccia oggi dopo tanti anni mentre, in campo, Galanda e soci dovranno cercare di fare un passo avanti rispetto al ko (pur onorevole) del Pianella.
Per questo Moretti parla già di esame per i suoi che, alle 18,15, in un PalaCarrara gremito da almeno un paio di ore prima, affrontano un’altra big come la Sidigas Avellino di Frank Vitucci. «Questa gara è per noi un esame- dice Paolo Moretti- l’idea è quella di vedere miglioramenti dopo la prima partita, mettendoci alla prova ancora con una squadra importante come Avellino. Non veniamo da una settimana facile: Wanamaker è stato fermo diversi giorni, Galanda ha iniziato ad allenarsi da giovedì e anche Evotti ha avuto problemi fisici. Non sono in condizioni ottimali ma ci saranno».
Il calendario è duro e questa non è una novità: dopo la Lenovo, che tre giorni dopo la vittoria con Pistoia ha battuto i tedeschi dell’Artland in Eurocup (l’ex biancorosso Graves ha fatto 9 punti, ndr), oggi i biancorossi affrontano gli ambiziosi irpini. Rinforzata rispetto alla scorsa stagione la Sidigas, che vede tra gli sponsor il gruppo Longobardi dell’ex patron di Scafati, ha giocatori di grande caratura. «Avellino ha un potenziale da primi posti - continua il tecnico biancorosso- è vero che ha cambiato faccia ma sei decimi di squadra sono confermati dall'anno scorso, con i vari Dean, Spinelli, Richardson. Non sono pochi. I due giocatori nuovi sono Hayes e Thomas (il centro naturalizzato georgiano si gioca la conferma visto che è in odor di taglio, ndr), giocatori dal talento clamoroso. Vengono feriti da una sconfitta inaspettata come quella con Pesaro all’esordio, sicuramente per noi sarà una gara difficilissima». Dopo Cantù, Pistoia ha capito che i blackout si pagano cari. «Gli errori fanno parte del gioco- dice Moretti- quello più grave è il non reagire della squadra dopo gli errori, subito dopo un’incertezza. Queste due cose mischiate insieme, minano la continuità che per noi è decisiva per rimanere aggrappati alla partita».
Un altro fattore su cui Moretti confida molto è l’effetto pubblico. «Mi immagino un’atmosfera bellissima, spero in un tifo corretto e molto vicino a noi, ne abbiamo bisogno per giocare al 150% come è necessario contro Avellino».
Elisa Pacini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
