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Pistoia

I dubbi di Meini «Spero che a Pistoia ci sia entusiasmo»

I dubbi di Meini «Spero che a Pistoia ci sia entusiasmo»

PISTOIA. L’esuberanza e la voglia di stupire dei giovani americani, arma principale della Tesi Group? Certo ma anche i “vecchi” hanno tantissimi stimoli per l’imminente sbarco biancorosso in...

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PISTOIA. L’esuberanza e la voglia di stupire dei giovani americani, arma principale della Tesi Group? Certo ma anche i “vecchi” hanno tantissimi stimoli per l’imminente sbarco biancorosso in Legabasket. Parola di Guido Meini, che si mostra impaziente di tornare in quella serie A a cui sente di dover ancora dire qualcosa dopo i due anni positivi di Venezia. «La speranza è che il carisma dei nostri giovani americani sia la nostra marcia in più- dice Meini- ma vi garantisco che anche i “vecchi” hanno le loro motivazioni».

La Tesi Group inizia il campionato sapendo di dover soffrire per evitare l’ultimo posto. Un sentimento diverso dall’esperienza veneziana? «Non molto- continua il play di Pescia- il mio primo campionato con la Reyer fu quello dove sapemmo di fare l’A1, venti giorni prima dell’inizio della stagione ufficiale (per i postumi del patatrac wild- card, nel settembre 2010, ndr). Era una squadra costruita per la Legadue, che fu corretta in tempi rapidi ma non c’erano grosse pretese. Come ricordate, per tutto l’anno poi fummo in buone posizioni di classifica e quindi l’appetito vien mangiando”. La fame a “Guido da Pescia”, non è passata. E dal difficile campo di Cantù, domenica, lo vuole dimostrare. «Quando sono venuto a Pistoia- continua il play trentaquattrenne- il mio sogno era tornare subito in una categoria dove avevo vissuto due stagioni molto positive, sia per me che per la squadra. Se penso di aver qualcosa da dare ancora? Certo, ci credo molto. Per questo avevo tanta voglia di riprendermi l’A1. Per fortuna sono venuto in una piazza che, come me, aveva la stessa fame. L’aveva la squadra e la città intera che ci ha dato una grossa mano. Spero che l’entusiasmo di Pistoia non sia finito qui, perché il nostro campo deve rimanere il nostro fortino e questo sarà d’aiuto anche ai più giovani per ambientarsi in campionato”. A tal proposito Meini confessa che, se avesse potuto scegliere, avrebbe volentieri evitato il battesimo al Pianella. “Avrei preferito giocare la prima gara in casa- continua il regista confermato dopo la promozione biancorossa- anche se c’è chi dice che certe squadre è meglio incontrarle subito, che quando sono più rodate. Cantù, a differenza nostra, ha il quintetto dove i 3/5 (Aradori, Cusin e Leunen) giocano insieme dall’anno scorso, ma noi dobbiamo cercare di non scendere in campo remissivi e pensare che vogliamo farci rispettare».

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