Gioco
Tesi Group, in 150 al seguito per il ritorno in serie A
Ma il numero dei tifosi biancorossi che si sono finora abbonati per le partite in programma al PalaCarrara resta ancora il più basso del campionato
PISTOIA. Le cosiddette gradinate pari, ovvero le tribune di fronte alle panchine, sono già esaurite in abbonamento. D’altra parte sono più di 2.500 i tifosi che hanno già rinnovato la fedeltà alla causa canturina con la campagna abbonamenti “Questa è la nostra pelle”, simboleggiata da un bambino con “tatuato” sul viso il colore e gli spicchi dI una palla da basket. Numeri che bastano da soli a far capire che domenica, al Pianella di Cantù, per la Tesi Group sarà un battesimo di fuoco sul campo e sugli spalti.
Lo storico impianto di Cucciago, dal cui soffitto pendono tre scudetti e due Coppe dei Campioni, accoglierà il ritorno di Pistoia in A1 in una bomboniera di tifo. Tutto ciò nonostante i prezzi d’ingresso e gli abbonamenti canturini siano tra i meno economici dell’A1. Pistoia che salirà in Lombardia con almeno 150 tifosi al seguito, invece, rimane in fondo alle classifiche degli abbonati, nonostante prezzi più che popolari per la serie A. Il conto degli abbonati biancorossi ad inizio settimana, era di 820, in media con gli anni scorsi, senza nessun impennata da promozione che ricalchi invece l’aria di attesa che si respira in città.
Una tendenza che conferma Pistoia come allergica all’abbonamento, nonostante una politica di prezzi a dir poco abbordabile (anche se in minimo rialzo rispetto alla Legadue) rispetto alle cifre delle altre piazze, che però offrono una serie smisurata di promozioni per le società sportive, per le famiglie o per gli studenti universitari. Ma sempre più cari restano.
Confrontando i settori più popolari dei vari palazzetti, l’abbonamento di curva più economico spetta a Caserta e Avellino (120 euro), che precedono Pesaro (130 euro), Roma (140/ 150 euro) e Pistoia con i suoi 168 euro (154 per chi si è abbonato prima di agosto). Per vedersi tutta la stagione della Lenovo in curva al Pianella di Cantù ci vogliono invece 215 euro, che diventano 250 con l’abbonamento ampliato alle gare di Eurocup. Ma è proprio nelle città dove le tessere stagionali costano di più, che si sono registrati i picchi di abbonamenti già staccati: basta pensare che a Reggio Emilia (che sfiora i 2800 abbonamenti) si spende 250 euro, a Venezia che ha superato i 2000 abbonamenti servono 280 euro mentre per assicurarsi il posto fisso all’Unipol Arena della Granarolo Bologna ci vogliono minimo 330 euro.
Segno di città che si abbonano anche perché il biglietto di un singolo ingresso alla partita costa ben più caro, e può anche aumentare nelle gare di cartello. Un esempio? Al Pianella, in curva si paga 22 euro, a Reggio Emilia servono 20 euro in gradinata, a Venezia 28 e a Bologna 35 nei settori più economici. Con i suoi 14 euro delle curve, il PalaCarrara quindi è il palazzetto meno costoso per una singola partita dietro al PalaMaggiò di Caserta dove in curva “Ancillotto e Quattro Stelle” servono 12 euro. 15 ne servono invece ad Avellino, Roma, Varese e al PalaSerradimigni di Sassari mentre a Montegranaro l’ingresso è di 20 euro. Più variegata la situazione a Milano dove ci sono mille opzioni per abbonarsi per una vasta gamma di tessere da 110 a 1300 euro.
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