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Pistoia

È Quartuccio l’uomo simbolo rossoblù

È Quartuccio l’uomo simbolo rossoblù

Il giovane play protagonista in campo nella vittoria dello Sporting Montecatini

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MONTECATINI. «Era il nostro piano portarli allo sfinimento, contavamo sulla loro stanchezza, dopo quaranta minuti di difesa sempre alla ricerca del pallone».

Lo Sporting ha appena battuto Piacenza grazie a un parziale di 26-6 nell’ultimo tempino, e Renato Quartuccio tira le somme. E’ il simbolo di questa prima giornata, un playmaker di 182 centimetri che della ricerca del pallone, appunto, sembra fare una missione di vita. Alle palle recuperate (cinque) ci aveva abituato fin dalla scorsa stagione, stavolta ha messo sul tavolo il carico di dieci rimbalzi, che per un piccolissimo sono un’enormità, e la dicono lunga sulla voglia di stare in campo da protagonista.

Da questo punto di vista la sua storia rossoblù merita di essere raccontata: arrivato l’anno scorso per rinforzare l’under 19 e dare una mano alla prima squadra, Renato fece intuire fin dalle prime apparizioni che sarebbe stato “l’uomo in più” della stagione, con quella disponibilità infinita al sacrificio. Con un coach come Federico Barsotti, che fa dell’ostacolare gli attacchi altrui un marchio di fabbrica, si è trovato alla perfezione, tanto che tre mesi fa, quando il coach e Niccolai pensarono di costruire una formazione interamente under 22, decisero di promuoverlo titolare, mettendogli accanto un collega con cui dividere il minutaggio in parti uguali. Il fatto è che poi il mercato questo secondo play non l’ha portato per varie ragioni, così lo Sporting Club ha deciso di scommettere l’intera posta su Quartuccio.

Naturalmente la strada è lunga e siamo solo alla prima prova in campionato, ma a volte è importante dare un segnale fin dall’inizio, specie quando si sa di avere avuto una chance importante. Seduto al tavolo della stampa, dopo la partita, Renato aveva l’entusiasmo del ragazzino e allo stesso tempo l’autocontrollo del leader che giura sulla bontà di una squadra destinata a stupire tutti. Certamente si saranno stupiti gli avversari di domenica, e diciamo la verità: essere marcato da Quartuccio è uno degli incubi peggiori che un regista possa vivere.

Lorenzo Mei

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